La Raggi si pavoneggia per gli europei. Ma è la stessa che disse no alle Olimpiadi 2024

sabato 12 Giugno 16:18 - di Redazione

Roma è la capitale della ripartenza e della rinascita post Covid. Lo abbiamo visto proprio ieri sera allo Stadio Olimpico, dove sono iniziati gli europei di calcio Roma Uefa Euro 2020″. Virginia Raggi non si smentisce. Campionessa di giravolte e gaffe, non sa resistere alla tentazione di mettersi sotto i riflettori e cavalcare l’onda di un successo altrui. Meglio se a pochi mesi dal voto.

Virginia Raggi prova intestarsi gli europei di calcio

Dalla sindaca di Roma nemmeno una parola di scuse ai cittadini per le alluvioni dei giorni scorsi. Nessun intervento sul degrado che ha trasformato la città eterna in una capitale dal Terzo mondo. Ma l’autocelebrazione degli europei di calcio, quella sì. Quasi fossero una sua creatura. A leggere l’ultimo baldanzoso post su Facebook sembra che l’evento porti la sua firma. “È  stata davvero una grande emozione ritornare allo stadio e vedere di nuovo il pubblico sugli spalti, sentire i cori dei tifosi. I nostri ragazzi sono stati uno spettacolo: vederli giocare, vincere, sorridere e abbracciarsi di nuovo è stato bellissimo. Complimenti ragazzi: siete stati bravissimi, Roma e l’Italia intera sono orgogliose di voi!”. Insomma Virginia si sente in campo. E festeggia una fantomatica ripartenza di Roma, di cui i cittadini non si sono accorti.

“Roma è la capitale della ripartenza…”

Prima la visita alla redazione del Corriere dello Sport, “chiamatemi Virginia”, poi l’inaugurazione di  ‘Casa Azzurri’, il quartier generale dell’Italia agli Europei. Oggi il post della vittoria. ”Ospitare questo grande evento sportivo ci permette anche di far ripartire tante attività economiche della Capitale. È un momento di riscatto per tutti dopo la pandemia”. Ma di che cosa si vanta? Della Fan zone dedicata ai tifosi e ai cittadini, per seguire le partiti sui maxi schermi. Tutto qui.

Dimentica il no alle Olimpiadi del 2024

Quella che oggi si pavoneggia per gli Europei 2020 è la stessa che disse di no alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024. Regalando a Parigi una opportunità straordinaria e irripetibile. In perfetto stile grillino, ossessionata dalla crociata contro la corruzione, nel 2016 ha sprecato un’occasione unica. Denunciando sdegnosa le “Olimpiadi degli sprechi e delle ruberie”. Nel nome della crociata ideologica pentastellata contro i grandi eventi.

Forse oggi dimentica quello che disse nel suo duello contro il presidente del Coni Malagò. “Non vogliamo che lo sport sia utilizzato per nuove colate di cemento. Vogliamo uscire dalla logiche dei grandi eventi che portano tanti soldi e tanti debiti”. Un no alla candidatura di Roma che fece discutere tutto il mondo.

Oggi si è pentita, ma la ferita resta

È possibile che l’ingenua sindaca Raggi si sia pentita. Ma la ferita resta. Oggi farfuglia che la situazione è cambiata. “Oggi sarebbe diverso”, ha detto due giorni fa. “Quando noi ci siamo insediati, Roma aveva un livello economico-finanziario assolutamente fragile. E non si sarebbe potuta permettere l’evento”. Un’ammissione preventiva di fallimento e incapacità. Oggi deve accontentarsi della Formula E di primavera. E sognare di essere ancora in Campidoglio per il Giubileo del 2025.

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