La giornalista radical chic contro gli azzurri che non si inginocchiano: scimmie con un pubblico di scimmie

sabato 26 Giugno 12:31 - di Francesco Severini
Rampino

Processo social agli azzurri che non si inginocchieranno in campo. Una retorica a metà tra arroganza e piagnisteo cui si è subito accodato anche il capo del Pd Enrico Letta. Del resto c’è tutta una frangia di pensatori, opinion maker, giornalisti che ce l’ha con la Nazionale quando gioca e appassiona gli italiani.

Il tifo anti-italiano dei radical chic

In loro si insinua subito il dubbio che se ne possano avvantaggiare i nazionalisti, i sovranisti, Mario Draghi, il governo purtroppo non più guidato da Conte e in definitiva tutti quelli che considerano i nemici del Tribunale del Bene. Il Fatto di Marco Travaglio non ha forse scritto, qualche giorno fa, che sarebbe meglio se l’Italia non vincesse gli Europei per non dare la possibilità al governo Draghi di appropriarsi di una vittoria simbolica?

Antonella Rampino, la giornalista “anti”

Alla genìa sopra descritta appartiene a pieno titolo anche Antonella Rampino, ex inviata de La Stampa molto attiva sui social e un tempo anche in tv quando bisognava chiamare le truppe più agguerrite dell’antiberlusconismo. Di lei si ricorda un siparietto con Guido Crosetto. Rampino accusava il Pdl di candidare le spogliarelliste e Crosetto, a microfoni spenti, le diceva la battuta: “A te non ti spoglierebbe nessuno”. Immaginatevi le lagnanze, senza che si potesse poi stabilire chi aveva insultato chi. La Rampino contro le elette Pdl (a microfoni aperti) o Crosetto che replicava alla Rampino (a microfoni chiusi)?

Rampino come le bimbe di Conte

Rampino è, come le “bimbe di Conte”, una tifosa accanita dell’ex premier. Ma è soprattutto una “anti”. Antifascista, anti-Salvini, anti-Meloni, anti-Berlusconi, anti-Renzi. Contro il leader di Italia Viva ha sparato a zero accusandolo persino di sessismo. 

Ora Antonella Rampino è tutta infervorata per la questione di trasformare gli stadi in inginocchiatoi. Un po’ arcobaleno, alla bisogna, un po’ antirazzisti.  Con lei si spendono altri supporter del ginocchio piegato, da Riotta a Montanari, passando per l’immancabile Paolo Berizzi che paragona l’inginocchiarsi in chiesa con la genuflessione per George Floyd e il Black Lives Matter . Tutti quelli della scampagnata con le magliette rosse per dimostrare che loro erano più umani.

L’insulto agli azzurri e ai tifosi: scimmie

Solo che la Rampino non ama essere contraddetta. E insulta. Così prima parte dicendo che se la Nazionale non si mette in ginocchio è una vergogna. “Mica sono intellettuali, sono calciatori”, interloquisce un utente. E la Rampino la tocca piano: “Giusto. Meglio che si comportino da scimmie, considerando di aver un pubblico di scimmie!”. Una vera maestra di tolleranza, umanità, rispetto.

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