John McAfee morto in carcere a Barcellona. Il padre dell’antivirus informatico si sarebbe suicidato

giovedì 24 Giugno 8:38 - di Redazione

Quasi certamente un suicidio. John David McAfee, il padre del famoso antivirus per computer, è stato trovato morto mercoledì pomeriggio nella cella che occupava nel penitenziario Brians 2 a Sant Esteve Sesrovires (Barcellona). Lo hanno riferito fonti carcerarie a Europa Press.

John McAfee trovato morto in carcere

Proprio ieri il tribunale spagnolo dell’Audiencia Nacional aveva dato l’ok all’estradizione negli Stati Uniti, dove McAfee rischiava fino a 30 anni per evasione fiscale. Una decisione che poteva comunque andare in appello. E in ogni caso essere approvata dal governo spagnolo prima che potesse essere effettivamente estradato. Potrebbe essere questa la causa che ha portato il pioniere degli antivirus informatici al suicidio.

Inutili i tentati di rianimare l’inventore dell’antivirus

La polizia del penitenziario spagnolo e il servizio medico sono subito intervenuti. E hanno cercato di rianimarlo ma senza successo. I medici accorsi  sul posto non hanno potuto far altro che certificare la sua morte,  ha informato il ministero della Giustizia della Generalitat. L’autorità giudiziaria si è recata in carcere e sta indagando sulle cause della morte. Anche se, secondo la Generalitat, “tutto indica che potrebbe trattarsi di un suicidio”.

Arrestato in Spagna per reati fiscali

Settantacinque anni, l’eccentrico imprenditore milionario, una vita spericolata tra scandali e ossessioni, era stato arrestato lo scorso 4 ottobre in Spagna. Su ordine di cattura partito dagli Usa. Dov’è accusato, in particolare, per la mancata dichiarazione dei redditi realizzati con la promozione di criptovalute. E  con la vendita dei diritti sulla storia della sua vita per un documentario. Le accuse nei suoi confronti erano state mosse dalle procure del Tennessee e di New York, secondo le quali McAfee non ha pagato tasse su nessuno dei suoi redditi fra il 2014 e il 2018. Nonostante guadagni milionari.

“Se mi impicco alla Epstein non sarà stata colpa mia”

Alla notizia della morte di McAfee sui social rimbalza un suo tweet dello scorso 15 ottobre. Che oggi suona inquietante. “Sono contento qui dentro”, scriveva il pioniere dei software antivirus,  pochi giorni dopo l’arresto. “Ho degli amici. Il cibo è buono. Tutto va bene. Sappiate che se mi impicco alla Epstein non sarà stata colpa mia”. Tra gli ultimi post su Twitter, quello che McAfee ha scelto di lasciare in evidenza risale al 16 giugno scorso.  “Gli Stati Uniti credono che io abbia nascosto le criptovalute. Vorrei averlo fatto, ma si sono dissolte in molte mani del Team McAfee. Mentre le mie risorse rimanenti sono tutte sequestrate. I miei amici sono evaporati per paura di essere associati a me. Non ho niente. Eppure, non rimpiango nulla”.

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