Il tour europeo di Ecr-FdI fa tappa a Vilnius. Fitto: «L’Ue va riformata, fare meno ma fare meglio» (video)

giovedì 3 Giugno 15:41 - di Mia Fenice
Fitto

«L’Europa di oggi come attualmente strutturata va profondamente riformata. Occorre un’Europa che faccia meno ma che faccia meglio. Rispettando le prerogative e le differenze dei singoli Stati membri. E mettendo al centro delle sue politiche sviluppo e crescita economica, occupazione, sicurezza dei propri confini». Così il co-presidente del gruppo Ecr-FdI, Raffaele Fitto, nel discorso di apertura dell’evento “Futuro dell’Europa-Una Nuova speranza” organizzato dal gruppo Ecr in diverse capitali europee e che ha fatto tappa a Vilnius in Lituania.

Fitto: «Coinvolgere i Parlamenti nazionali»

«La Conferenza sul Futuro dell’Europa – ha detto Raffaele Fitto – rischia di essere l’ennesimo tentativo per una riforma dell’Ue con imposizioni dall’alto e una visione centralista. Mentre noi conservatori – ha poi aggiunto il co-presidente del gruppo – abbiamo sempre optato per un ampio coinvolgimento dei parlamenti nazionali e della società civile e una riforma dei Trattati nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità, competenza e sussidiarietà».

Il tour dei conservatori europei

Il tour è partito a dicembre dello scorso anno dal Castello Reale di Varsavia. Quella nella capitale polacca è stata la prima di quindici tappe in altrettante capitali europee, promosse dal gruppo dei Conservatori europei, per promuovere una riforma delle istituzioni europee che riporti al centro il principio di sussidiarietà e il rispetto delle sovranità nazionali. A fine febbraio poi c’era stata la tappa a Bucarest.

L’intervento di Fitto a Bucarest

In quell’occasione Fitto aveva sottolineato l’importanza dell’iniziativa. «Il viaggio – che come gruppo Ecr – stiamo facendo nelle diverse capitali europee per presentare e discutere della nostra idea di Europa ha fatto tappa in Romania, a Bucarest. Insieme ai colleghi Chris Terheş e Angel Dzhambazky  – aveva detto – abbiamo discusso del futuro dell’Europa che noi immaginiamo non come un Super Stato, che impone scelte da Bruxelles. Ma un’Europa delle Nazioni che cooperino insieme per il benessere e la sicurezza dei cittadini europei».

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