Hong Kong, 2 arresti, blindati e cannoni ad acqua. La Cina comunista reprime il ricordo di Tienanmen

venerdì 4 Giugno 18:07 - di Redazione

Tensioni, due arresti, e oltre 7mila agenti schierati ad Hong Kong. Pugno di ferro del regime cinese per impedire la veglia in ricordo della strage di Tienanmen del 4 giugno 1989. Vietato per il secondo anno di fila dalla polizia l’omaggio alle vittime della sanguinosa repressione della Cina comunista. Che ha ucciso migliaia di studenti e dissidenti in lotta per la libertà.

Hong Kong, vietata la veglia per ricordare la repressione di Tienanmen

Contro i manifestanti i poliziotti hanno schierato due blindati e un cannone ad acqua. E hanno arrestato due persone. Con l’accusa di aver sollecitato l’adesione alla veglia serale vietata al Victoria Park. Si tratta di Chow Hang-tung, vicepresidente di Alleanza di Hong Kong. Gruppo che dal 1990 organizza la veglia. Nonostante i divieti, Chow ha invitato a commemorare il 32esimo anniversario della strage. “Accendete le luci ovunque voi siate. Che sia sul vostro telefono. Siano candele o candele elettroniche”. Così su Facebook il giorno prima del suo arresto. Chow aveva detto alla Bbc di essere pronta per essere arrestata. “Hong Kong è così adesso. Se combatti per la democrazia sotto un regime autoritario, essere arrestato è inevitabile. Che accada. Sono disposta a pagare il prezzo della lotta per la democrazia”. Arrestato anche un ragazzo di 20 anni.

Due arresti per l’adesione alla manifestazione, 7mila agenti schierati

In centinaia a Hong Kong  hanno sfidato il divieto della polizia di partecipare alla veglia.  Attraverso Facebook-live alcune persone sul posto alle 20 ora locale hanno trasmesso in diretta da Victoria Park la manifestazione. Tutti vestiti di nero in ricordo del colore scelto per le proteste del 2019, gli attivisti si sono radunati. Con torce, candele e luci degli smartphone nelle strade attorno al Victoria Park. Nonostante il blocco degli ingressi al parco, i manifestanti si sono riuniti ordinatamente all’esterno. E hanno partecipato alla veglia.

Il leader degli studenti del 1989: “Abbiamo fatto bene”

Intervistato da Sky Tg23, l’allora leader degli studenti di Tienanmen rivendica la rivolta. Oggi come allora. “Facemmo bene. Avevamo ragione noi”, ha detto Wuer Kaixi, all’epoca 21enne.  “Quello che abbiamo fatto nel 1989 è stata l’evoluzione naturale del movimento di riforme lanciato da Deng Xiaoping. I suoi slogan avevano nutrito la nostra generazione. Solo che lui si è fermato, noi volevamo andare avanti”.

L’Ue chiede il rilascio immediato degli arrestati

“L’Unione europea chiede il rilascio immediato. E incondizionato dei difensori dei diritti umani. Arrestati in relazione agli eventi e alle attività legate alla commemorazione dei fatti di Tienanmen”. Così una portavoce del servizio di azione esterna della Ue.  “A Hong Kong e Macao – ha aggiunto – c’è una lunga tradizione di manifestazioni. Per la commemorazione delle proteste pacifiche di piazza Tiananmen”.

Rampelli: la Cina comunista andrebbe cacciata dal Wto

In Italia Fabio Rampelli accende i riflettori sul pugno di ferro del regime comunista. Che ha vietato ogni manifestazioni in ricordo dell’ultimo “sussulto di libertà che ci fu in Cina. 32 anni fa a Piazza Tienanmen”. Hong Kong era un’isola felice dove la libertà e la ricchezza prosperavano, ricorda il vicepresidente della Camera. Che accusa l’Europa e l’Italia di dare ospitalità alla dittatura sanguinaria di Pechino. “Si progettano affari ultramiliardari. Ignorando le condizioni barbare in cui vivono oltre un miliardo di persone. Si glissa sull’inquinamento mostruoso di cui la Cina è protagonista, sullo sfruttamento dei lavoratori, delle donne, dei bambini, dei dissidenti politici”. La Cina – conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia – è un mostro di fronte al quale l’Occidente si genuflette quotidianamente. Dovrebbe essere cacciata dal Wto. Per continua infrazione di regole elementari. Di Maio ‘il cinese’ condanni subito la repressione della libertà a Hong Kong”.

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