Federazione Lega-FI, la bocciatura della Carfagna: «Così regaliamo i voti del Sud alla Meloni»

venerdì 4 Giugno 20:49 - di Valerio Falerni
Carfagna

Non piace neanche un po’ ad una parte di Forza Italia la proposta della federazione con la Lega lanciata da Salvini e raccolta da Berlusconi. Non è solo una questione tra liberali e sovranisti, ma anche di Nord e Sud. Almeno per Mara Carfagna, che del Mezzogiorno e della Coesione sociale si occupa per conto del governo. Sul fronte interno, la ministra è da tempo impegnata di un rilancio del ruolo del movimento “azzurro” su basi rinnovate. Poco amata dalla nomenclatura interna, ha da tempo avviato un dialogo con Giovanni Toti. Almeno fino al momento in cui questi non ha deciso di fondare Coraggio Italia assieme a Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia.

Carfagna: «Ridare centralità ai liberali»

Comunque sia, sul progetto della federazione Fi-Lega la Carfagna esprime più d’un dubbio. «Credo – ha detto a margine di una riunione del Cdm – che qualunque decisione sul futuro di Forza Italia debba essere presa confrontandoci nel merito e sulla base di proposte definite». La ministra auspica anche il coinvolgimento dei parlamentari e dei dirigenti sul territorio. Ma non è solo procedura: è anche merito. Per lei, infatti, esiste anche una «terza via» oltre alle due opzioni – federazione o fusione – messe in agenda da Salvini. Questa: «Lavorare per riaffermare la centralità dei liberali nella coalizione e nel Paese».

«Il Ppe non capirebbe»

Alla base del ragionamento della responsabile del Mezzogiorno, tre ordini di motivi. «Il primo – spiega – è che molti dei nostri elettori non si sentirebbero a loro agio in un assetto a trazione leghista. Il secondo riguarda la nostra salda collocazione nel Ppe europeo. L’alleanza con un partito sovranista e legato a forze euroscettiche – segnala – è già anomala rispetto alle scelte dei Popolari, figuriamoci come sarebbe giudicata una fusione. La terza ragione è pragmatica: al Sud – ha concluso la Carfagna – la Lega non è riuscita a sfondare. Unificarci col Carroccio significherebbe perdere consenso in maniera consistente e regalarlo al partito della Meloni».

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