Ddl Zan, ora Bergoglio non piace più a sinistra. Vendola: “Siamo tornati al rogo dei sodomiti”

24 Giu 2021 8:15 - di Robert Perdicchi

Papa Bergoglio non piace più alla sinistra, dopo le “ingerenze” sull’approvazione del Ddl Zan. E il primo a rinnegare Papa Francesco è uno di quelli che in questi anni aveva salutato con ovazioni quasi tutte le posizioni “moderniste” del Vaticano. Nichi Vendola, da ieri, è tornato anti-clericale e rinnega Bergoglio come avrebbe fatto come un qualunque Salvini. “La Chiesa dovrebbe chiedere perdono agli omosessuali. Volendo ci si può leggere persino un lato ‘positivo’ in questo tentativo di intromissione: questo interesse non richiesto del Vaticano nei confronti dell’iter di approvazione della Legge Zan potrebbe sortire l’effetto contrario, e accelerare la discussione in Parlamento e nel Paese”. L’ex presidente di Sinistra ecologia e libertà, ex presidente della regione Puglia, recentemente condannato per la vicenda dell’Ilva, rivendica in una intervista all’Huffinghton Post di aver presentato, da deputato, nel 1996 presentò la prima proposta di legge contro l’omofobia, mai approvata. Mai approvata dalla sinistra al governo, avrebbe dovuto ricordare. Oggi il nemico è Bergoglio, però. “Con Papa Francesco sembrava finito il tempo delle parole scagliate come pietre sul cammino di molti esseri umani e non capisco…”.

Zan, Vendola e l’ex idolo e “compagno” Bergoglio

“Si sta verificando il compimento di una svolta radicale, una rottura con l’ipocrisia e il dogmatismo di una Chiesa omofoba sull’altare e spesso omofila nei seminari e nelle sacrestie. Travalica la questione specifica delle unioni civili e chiama in causa lo sguardo del cattolicesimo sullo svolgersi della storia umana, sulle persone in carne e ossa, sulle domande di libertà: in assoluta coerenza con lo spirito conciliare, Bergoglio è l’immagine di una Chiesa che si apre al molteplice della vita vera, dialoga con la modernità, cerca di cogliere i segni del tempo…”, diceva l’ex governatore della Puglia, solo un anno fa, a proposito delle aperture del Vaticano sulle coppie gay.

Sulla Zan la delusione della sinistra

“Mi auguro con tutto il cuore che il Ddl Zan venga approvato al più presto. Da credente non più praticante, in un universo pieno di praticanti non credenti, mi chiedo come possa la Chiesa, ancora oggi, non fare i conti con il dolore che ha causato nel corso dei secoli per il suo dogmatismo sessuofobico e omofobico, come possa tacere dei crimini commessi sotto le insegne della Santa Inquisizione contro le donne e contro gli omosessuali, come possa non fare i conti con gli effetti drammatici delle sue parole violente, dei suoi anatemi contro un pezzo di umanità viva. Dai roghi dei sodomiti fino alle famigerate teorie riparative la Chiesa è stata protagonista non di una buona novella ma di una novella crudele e mortifera. Con Papa Francesco sembrava finito il tempo delle parole scagliate come pietre sul cammino di molti esseri umani e non capisco questo arretramento…”.

Le critiche al governo Draghi

Vendola chieda alla Chiesa di scusarsi con gli omosessuali, ma fa altrettanto con il governo Draghi: “Questo governo dell’emergenza, capace di mettere insieme tutti i populismi e tutte le oligarchie, non è stato ancora in grado di prendere la parola su un tema così divisivo nella sua stessa maggioranza. E meno male che il Presidente Draghi ha messo la firma al documento delle democrazie europee contro la deriva autoritaria e, appunto, omofoba, dell’Ungheria del fascista Orban. In ogni caso, l’importante è la legge Zan diventi legge dello Stato…”.

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