Ddl Zan, la Meloni incalza Draghi: «Riferisca in Parlamento sulla nota del Vaticano»

mercoledì 23 Giugno 13:47 - di Michele Pezza
Meloni

«Il presidente Draghi riferisca in Parlamento circa la Nota verbale del Vaticano sul ddl Zan». È questo, in sintesi, il senso della dichiarazione di Giorgia Meloni diffusa poco fa dall’Ufficio stampa dei Fratelli d’Italia. Una richiesta formale che tuttavia non si limita a sollecitare il premier ad informare le Camere sulla missiva consegnata da monsignor Gallagher al nostro ambasciatore presso la Santa Sede il 17 giugno scorso. La Meloni ha infatti anche chiesto di sapere come «il governo italiano intenda dirimere questa controversia». Aggiungendo pure che il «buon senso vorrebbe che l’esame della proposta di legge in oggetto fosse sospesa e rimandata in attesa che il contenzioso sia risolto».

La Meloni: «Quel testo viola il Concordato»

La dichiarazione della Meloni si innesta sulle disposizioni concordatarie vincolanti tanto per la Chiesta quanto per lo Stato italiano. È in base a tali disposizioni che la Santa Sede ha mosso il passo formale, intravedendo nel ddl Zan norme suscettibili di violare il Concordato. «È un atto diplomatico – sottolinea la Meloni – e come tale deve essere affrontato». In verità, la valutazione di Draghi sull’iniziativa del Vaticano era attesa per stamattina, in occasione delle comunicazioni alla Camera in vista dell’incontro del Consiglio europeo di fine settimana. Smentendo ogni previsione, Draghi ha invece parlato di tutto tranne che del ddl Zan.

Per il premier è una brutta rogna

Si può comprendere: la vicenda è spinosa anche sotto il profilo politico relativo alla tenuta della maggioranza. Dopo un’iniziale apertura di Enrico Letta, il Pd ha di fatto corretto il proprio leader rinviando ogni decisione alla lettura integrale del testo consegnato da Gallagher. I dem non hanno mai fatto mistero di considerare il ddl Zan come una battaglia identitaria che non prevede ulteriori mediazioni. Di tutt’altro avviso Lega e Forza Italia che invece vogliono una profonda rivisitazione del testo. La nota vaticana sembra dar loro ragione. Draghi, al contrario ne avrebbe fatto volentieri a meno. Purtroppo per lui, l’intervento della Meloni sta lì a ricordargli che non la può più scansare.

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