Aldo Grasso attacca Crisanti: è un disastro, ormai sta tracimando. E’ polemica sui virologi in tv

martedì 15 Giugno 16:36 - di Francesco Severini
Grasso Crisanti

Aldo Grasso attacca Andrea Crisanti: ogni sera pontifica in tv nei panni del “catastrofista” ma si prende troppo sul serio. Fino ad arrivare a dire, nell’intervista che ha fatto due giorni fa con il Corriere, che lui è praticamente infallibile. Insomma, non sbaglia mai. Un po’ troppo per gli italiani che da oltre un anno subiscono i suoi predicozzi.

“Prima del Covid-19 – scrive Aldo Grasso – la virologia era scienza per addetti ai lavori, adesso sta diventando per addetti ai livori. Come scienziato non ho mezzi per giudicare, come vago conoscitore di psicologie direi che Crisanti è un mezzo disastro. Per carità, è suo dovere metterci in guardia, suggerire precauzioni, invitare alla prudenza” ma ora Crisanti “ha tracimato: quasi tutti i giorni è in tv. E noi, ingenui, a chiederci, dove i «virologi» trovino il tempo per approfondire le loro osservazioni e come facciano a dedicare così tanto tempo all’ esposizione mediatica”.

La sicurezza di Crisanti – secondo Grasso – è inquietante, in particolare la sua frase: «Se mi avessero ascoltato avremmo avuto meno morti». “Ci vuole un bel coraggio – commenta Grasso – per pronunciare una simile frase e poi, come tutti quelli che frequentano i talk, le contraddizioni sono all’ ordine del giorno. Nel senso che un giorno si dice una cosa e il giorno dopo il suo contrario. È normale. Crisanti, a suo dire, non sbaglia mai, non si è mai contraddetto, non ha mai commesso errori. Beato lui. Tuttavia, il suo ritratto perfetto è quello regalatoci da Maurizio Crozza: il remake pandemico del Settimo sigillo di Ingmar Bergman. Così, per scaramanzia”.

Anche un’alta rappresentante delle istituzione come la presidente del Senato Elisabetta Casellati si è sentita in dovere, due giorni fa, di dire che la passerella di virologi in tv è distruttiva e controproducente: “Una informazione non gestita e discorde – ha commentato Casellati – rischia di alimentare confusione, incertezze e instabilità. Come è avvenuto, ad esempio, in questo terribile anno di pandemia e isolamento con un affollamento mediatico di esperti e virologi, che hanno detto tutto e il contrario di tutto su pretese basi scientifiche e che, nella loro contraddittorietà, hanno finito con l’alimentare il ‘fai da te’ dei cittadini”.

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