Zaia a muso duro contro Letta: “Esca lui dal governo se non si trova bene”. Lo sfogo in tv (video)

mercoledì 19 Maggio 18:37 - di Angelica Orlandi
Zaia

La “zampata” di Luca Zaia contro Enrico Letta: “Non gli sta bene? Allora se ne vada lui dal governo“. Che clima amichevole nel governo Draghi… Siparietto a “L’Aria che tira”. Myrta Merlino ha ospite il “Doge”, come  viene ormai definito il governatore del Veneto. Il quale si sfoga contro il leader dei Pd che ogni giorno attacca Salvini, ma destabilizza anche il governo. E basta, dice Zaia: “Tutti i giorni c’è una questione. E glielo dice uno che governa…”.

Luca Zaia entra a gamba tesa nella polemica ormai quotidiana tra Matteo Salvini ed Enrico Letta: “Sono d’accordo con Salvini, noi della Lega ci troviamo bene al governo. Se Letta non si trova bene esca pure”. Dura reprimenda. Quindi la discussione si sposta sulle riaperture. In particolare delle discoteche. “Sulle discoteche c’è ancora un retaggio culturale”, osserva Zaia, ma “grazie alle discoteche io son riuscito a pagarmi tutti gli studi e a laurearmi, la discoteca è produzione e promozione turistica, sono posti di lavoro”.

Zaia: “Smettiamola con i medici portasfiga”

Uno Zaia in vena di battute dà il meglio di sé quando attacca  i virologi catastrofisti con i quali ha spesso polemizzato. Soprattutto perché il piano vaccini in Veneto va a gopnfie vele, dice. “Tutti quelli vaccinati non si ripresentano più negli ospedali, dobbiamo pensare alla fase di convivenza con le riaperture”, tuona Zaia. Del resto è vero che “il virus esiste e non bisogna abbassare la guardia” ma “non possiamo continuare a dire che moriremo tutti”.  Insomma, “smettiamola con i medici portasfiga: non può passare il messaggio che in Italia è vietato far tutto se no non ne veniamo più fuori”.

Zaia: “Noi disposti a vaccinare anche gli stranieri in vacanza da noi”

In una intervista al Corriere della Sera oggi in edicola Zaia ha poi spiegato come dovrebbero avvenire le vaccinazioni in vacanza. Lui è disposto a vaccinare anche gli stranieri, aveva detto giorni fa. Lo ha ribadito di nuovo. “Se un turista deve fare la secopnda dose di vaccino , è giusto che noi gliela facciamo. E non soltanto agli italiani – ribadisce- : se ci autorizzano, anche agli stranieri”. Conclude Zaia: “La questione non è da affrontare come una complicazione. Si rilascia un certificato che riporta il lotto del vaccino; e poi il turista potrà far registrare la vaccinazione a casa. Semmai, dobbiamo smetterla di affidare le pratiche all’ufficio complicazioni affari semplici”.

“Che non passi il messaggio che è vietato fare tutto”

Ma la Merlino è una curiosona e quando sente l’espressione “medici portasfiga” gli chiede: “Ma chi sono? I medici un po’ più prudenti?”. In effetti il pensiero va subito agli esperti “chiusuristi” ad oltranza come Andrea Crisanti e Massimo Galli. Ha risposto rifugiandosi in corner:  “Se lei chiede a un cardiologo qual è la vita ideale, ti dice di stare tranquillo, mangiare e bere poco, non fumare. Se va dallo psichiatra le dice di vivere e rilassarsi. Anche qui i punti di vista cambiano velocemente. Quindi ok dire che chiudersi in casa ci tutela da tutto. Ma pensiamo anche agli effetti di queste informazioni. Non può passare che in Italia è vietato fare tutto, perché altrimenti non ne veniamo fuori”.

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