Veneziani, ritratto al vetriolo di Letta : “Enrico, giù le penne: ti credi generale ma sei uno stagista”

martedì 18 Maggio 15:42 - di Gabriele Alberti
Letta Veneziani

Enrico Letta, ovvero l’uomo che si credeva Generale invece è uno stagista. Il ritratto al vetriolo che ne fa Marcello Veneziani sulla Verità è degno di nota. “Enrico Letta è uno stagista attempato a cui hanno assegnato d’ufficio la borsa di studio come segretario del Partito democratico. È planato in Italia, si è installato nel suo ufficio e nel loggione del governo Draghi a cose fatte (…). Ha trovato tutto pronto, doveva solo mettere nel microonde la sua porzione. (…). Erasmus Letta è arrivato al suo posto per completare il quadro e renderlo omogeneo a Draghi e al mantra «l’Europa ce lo chiede». L’avvento di Letta con una buona di realismo si può descrivere così, spiega lo scrittore ed editorialista; se non fosse per le manie di protagonismo e di decisionismo del segretario dem. Il quale si crede di essere quello che non è: l’azionista di maggioranza del governo Draghi. E così è diventato arrogante con Salvini e Meloni.  Ma non si rende conto di avere  un’agenda “surreale”.

Veneziani: “Letta vuole far credere che Draghi sia il suo Luogotenente”

Letta “parla come se il padrone di casa fosse lui, come se lui avesse voluto Draghi al governo e avesse deciso i ministri tutti, il programma, le riforme e perfino cosa indossare e cosa mangiare. I tg della Rai che sono di una povertà d’immagini da tv albanese sotto dittatura”, ci presentano un Letta tuttofare: “Dinamico, non perde tempo, guizza tra le macchine, s’ infila nella sede risoluto e dal piglio cesarista diresti: e mo’ so’ cavoli amari per chi trova in sede a poltrire. Arriva lui e li mette in riga…Se non sei d’accordo con le nostre riforme, intìma il Lettatore ogni giorno a Salvini, te ne puoi andare”, incalza la penna virulenta di Veneziani. Che lo mette in riga. Guardare i sondaggi per credere, che sono un bel bagno di umiltà: due rilevazioni – da venerdì a lunedì con il sondaggio Mentana-  fanno scivolare il Pd  al terzo posto dopo FdI. Parliamone…

Veneziani: “Letta è lì a far tappezzeria. Come tutti”

“Non gli viene il sospetto – chiede Veneziani -che lui, come Salvini, è lì a far da coro, tappezzeria e supporto a un governo che non è di sinistra, non è di destra, non è grillino, ma è euro-banco-atlantico, se proprio vogliamo spaziare. E ha una sola Riforma da fare: il piano Recovery, quel brutto nome ospedaliero per rianimare l’Italia sul piano economico”. Non sembra prendere atto della realtà. “Avendo in passato perso altre borse di studio, una a Palazzo Chigi sette anni fa, crede di essere stato reintegrato nel Palazzo di governo- prosegue lo scrittore e filosofo- . E pensa o vuol far credere che Draghi sia solo il Luogotenente, il suo emissario. Stavolta, per non ripetere la brutta fine della volta scorsa, Letta fa il grintoso, il cazzuto, il tosto; imita malamente Renzi: scottato come fu dal giorno in cui gli lasciò la campanella che ancora risuona dentro le sue orecchie”.  La penna brillante e acuminata di Veneziani si diverte a dipingere  un Letta “statista”, che detta i ritmi “al suo sottoposto Draghi”.  E spietatamente lo richiama a scendere dal piedistallo: ” Non ha capito che alla segreteria del Pd non è stato chiamato come il Vaccino risolutivo della leadership; semmai come il Tampone in questa lunga vacatio sedis dopo la cacciata del tirannello fiorentino”.

Da Veneziani a Ricolfi a Padellaro: “Enrico, hai un’agenda surreale”

Ma tanto “movimentismo” del prode Letta si scontra, come si diceva prima, con un’agenda di proposte “surreale”. Ddl Zan,  ius soli,  parità di genere, voto ai sedicenni. “Tutte battaglie che come si può notare sono essenziali, prioritarie e urgenti per l’Italia, chieste a gran voce dai cittadini per risolvere i loro problemi”. Trqa l’altro si tratta di temi divisivi anche in seno alla maggioranza. Ma se  è Salvini a chiedere  le riforme che stanno a cuore alla Lega, Letta allora  dice che sono divisive e  che è il leader leghista a voler spaccare la maggioranza. Venezani non è il solo ad affermare che l’unico suo movente è elettorale, propagandistico. Un altro intellettuale, il sociologo Luca Ricolfi, uomo di sinistra, lo ha affermato tale e quale in un ‘intervista, seguita da un intervento a quarta Repubblica in cui si è detto “a disagio” con questa sinistra. Veneziani non è il solo a definire “surreale” l’agenda di Letta. Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano gli rinfaccia di avere mollato i non garantiti: ” Anche se per il Pd il blocco dei non garantiti costituisse una causa persa dal punto di vista elettorale; come può disinteressarsene il partito cha affonda le radici nelle idee di progresso e nei valori del cattolicesimo sociale? Forse da Enrico Letta sarebbe lecito aspettarsi una spiegazione: perché il Pd sia impegnato a polemizzare con Matteo Salvini quasi esclusivamente sul tema dei diritti . E si tralasci, per esempio, di intervenire sul davvero poco che l’esecutivo Draghi (in linea con l’esecutivo Conte) riesce a produrre nel sostegno al lavoro non garantito”.

Veneziani a Letta: “Sei stato preso come stagista, non come statista”

Conclude Veneziani: “Letta ha abbandonato il manierismo di casa Letta, il curialismo dc e anche il mollismo di marca Prodi: fa il Decisore Intransigente che dà ultimatum e alza muri. Datte ‘na carmata, direbbero a Roma, perché la borsa di studio è a tempo determinato. Leggi bene l’ingaggio, sei stato preso come stagista, non come statista”. Applausi.

 

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