Sulla Rai lo spot per Draghi, Rampelli: “Al governo 42 minuti, all’opposizione solo 3 minuti”

mercoledì 12 Maggio 18:40 - di Penelope Corrado
rampelli su Draghi

Fabio Rampelli usa un dotto e raffinato calembour, per descrivere il mega spot per Draghi andato in onda oggi sulla Rai. “Anziché un question time, un premier time”.

Rampelli su Draghi: “Premier time anziché question time”

Una arguta osservazione del vicepresidente della Camera, che inquadra in questi termini la situazione.  “L’anomalia politica di questo governo sostenuto da una maggioranza bulgara consente al presidente del Consiglio, Mario Draghi di arrivare alla Camera e argomentare sulle interrogazioni a risposta immediata rivolte da partiti che lo hanno avvisato prima dei contenuti e si sono suddivisi i temi nel tentativo di fargli fare bella figura di fronte agli italiani (in diretta tv). Così – prosegue l’esponente di FdI – uno strumento pensato per rappresentare il pluralismo e l’equilibrio maggioranza/opposizione diventa un mega spot pro-governo. Un premier time, appunto”.

A FdI solo tre minuti in diretta tv

“La democrazia plebiscitaria del terzo millennio, oltre a fare strame della legge e conculcare all’opposizione il diritto-dovere di presiedere il Copasir, consente a Fratelli d’Italia di parlare in diretta televisiva per 3’ sui 42’ attribuiti a Draghi e ai partiti di maggioranza. Ci domandiamo a questo punto se abbia ancora un senso celebrare questa tradizione, pretendendo pure – conclude Rampelli – di monopolizzare un canale Rai per un’ora”.

L’interrogazione di FdI per cittadini e imprese e il no secco di Draghi

Attraverso il capogruppo Francesco Lollobrigida, FdI ha chiesto al premier cosa intenda fare per evitare che ora una impresa o un cittadino diventi cattivo pagatore per uno scoperto anche di cento euro. Draghi non ha lasciato speranza per cittadini e imprese.

“A livello europeo non sussiste il necessario consenso politico per un posticipo della data di applicazione delle nuove regole. Uno slittamento è stato considerato inappropriato dal punto di vista prudenziale e comporterebbe rilevanti costi per quegli intermediari che hanno già adeguato i loro sistemi operativi”.

“Il Governo è conscio – ha aggiunto – dei rischi legati a un’applicazione di regole bancarie severe nel contesto di un’uscita da una pandemia, continueremo a vigilare per evitare questo pericolo e permettere alle banche di continuare a finanziare adeguatamente le imprese e i loro investimenti”.

 

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