Si faceva pagare per i farmaci, a casa 2 milioni di euro in contanti: chi è l’oncologo arrestato a Bari (video)

sabato 29 Maggio 9:35 - di Luisa Perri
oncologo Bari

Un medico oncologo, già in servizio nell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, è stato arrestato dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese e da militari della Stazione di Santo Spirito, con l’accusa di concussione aggravata e continuata in concorso.

La sua compagna, una avvocatessa, è indagata a piede libero nello stesso procedimento. Nei confronti del professionista è stata eseguita una ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale Giovanni Anglana, su richiesta del pubblico ministero Marcello Quercia. Il medico, abusando della qualità e dei poteri di pubblico ufficiale e di dirigente, durante lo svolgimento della sua attività professionale, sia in orario di servizio che fuori turno, e comunque non in regime di attività intra od extramoenia, avrebbe eseguito su un suo paziente oncologico, affetto da una patologia grave, ed in trattamento nell’Istituto, alcune prestazioni mediche. In particolare avrebbe effettuato iniezioni di un farmaco facendosi pagare dal paziente ingenti somme di denaro o in cambio di altre utilità.

La somministrazione, invece, prevista a titolo gratuito in quanto a totale carico del Servizio sanitario nazionale, sarebbe avvenuta sia nella struttura ospedaliera che nel patronato Caf (a Bari) in uso alla compagna del medico, co-indagata, adibito nell’occasione ad ambulatorio medico. Anche in questo caso sarebbe stato commesso un illecito penale. La coppia avrebbe approfittato delle gravi condizioni psico-fisiche della vittima che versava in uno stato psicologico di soggezione e di reverenza, oltre che di totale fiducia nel suo medico. Quest’ultimo avrebbe indotto la vittima a riconoscerlo quale unico referente in grado di garantirgli la sopravvivenza e così ottenendo dalla stessa illecitamente la somma di denaro contante di circa 130mila euro, regalie di ingente valore, lavori edili ed altre utilità.

Chi è l’oncologo arrestato a Bari

L’Autorità Giudiziaria ha emesso a carico di Giuseppe Rizzi un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente della somma di denaro pari a 136mila euro quale profitto del reato ai fini della confisca in un istituto bancario locale.

Le indagini sono state avviate a seguito di segnalazioni pervenute ai carabinieri dai familiari del paziente, che nel frattempo è deceduto per la grave patologia tumorale di cui era affetto, e dallo stesso Istituto Tumori di Bari. I carabinieri hanno condotto accertamenti di natura tecnico-patrimoniale per scoprire quello che la Procura definisce “il disegno criminoso ideato e posto in essere dalla coppia al fine di ottenere enormi ed indebiti vantaggi economico/patrimoniali ai danni della vittima”. Rizzi, vantando le proprie abilità e capacità mediche, avrebbe fornito nel tempo false speranze di sopravvivenza al paziente che, pur di restare in vita, ha continuato a “soddisfare le ingenti e costanti richieste di denaro del professionista”, dilapidando a sua volta il proprio patrimonio tanto da dover ricorrere agli aiuti economici di amici e parenti.

Durante la perquisizione i militari hanno rinvenuto a casa dell’oncologo di Bari, reperti archeologici sui quali è stato chiesto l’intervento e la consulenza di personale specializzato del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico che ha proceduto al successivo sequestro, nonché, ben nascoste all’interno di buste e scatole per calzature, ingenti somme di denaro in contante (circa 1 milione e 900 mila euro), anch’esse sequestrate.

La Procura invita chiunque dovesse ritenersi vittima di condotte analoghe a rivolgersi al Comando stazione carabinieri di Bari Santo Spirito o a quelli della Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica del Tribunale di Bari. 

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