Saman Abbas, Meloni: «Stupisce il silenzio di buonisti, femministe e radical chic»

venerdì 28 Maggio 12:36 - di Giorgia Castelli
Saman

«Saman Abbas è una ragazza di appena 18 anni di origini pakistane ed è sparita nel nulla da Novellara (Reggio Emilia) dopo essersi opposta alle nozze forzate decise dalla famiglia con suo cugino». Giorgia Meloni scrive un durissimo post su Facebook sul caso della ragazza sparita dopo il suo “no” alle nozze forzate. «Saman – scrive ancora la leader di Fratelli d’Italia – come tante altre, rischia di essere una vittima del fondamentalismo islamico che considera la donna un essere inferiore all’uomo da sottomettere. Stupisce il silenzio di buonisti, femministe e radical chic davanti l’ennesimo caso di cancellazione della dignità umana in nome del fanatismo religioso».

La scomparsa di Saman

La storia di Saman è simile drammaticamente a quella di altre connazionali che vivono in Italia. Sana come Saman? Saman Abbas è scomparsa dalla sua abitazione di Novellara (Reggio Emilia). In queste ore stanno emergendo particolari inquietanti sulla sua vicenda, in particolare è stato diffuso un video in cui si vedono tre persone avviarsi verso un campo armati di pala. La sua famiglia, subito dopo la scomparsa di Saman, è partita per il Pakistan e la procura di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta per omicidio.

Il caso di Sana Cheema

Qualora dovesse essere confermata la sua morte, la vicenda di Saman ricorderebbe da vicino quella di Sana Cheema. Cittadina italiana di origini pakistane strangolata a morte nell’aprile del 2018 all’età di 26 anni a Mangowal, in Pakistan. Poco dopo la polizia aveva arrestato il padre, il fratello e lo zio della vittima. Durante le indagini, i tre avevano inizialmente confessato di aver ucciso Sana perché aveva “disonorato” la famiglia per poi ritrattare.

La morte di Sana

Secondo l’accusa, Sana era stata uccisa perché voleva sposare il fidanzato di Brescia contro il parere della famiglia. A febbraio dell’anno successivo un tribunale di Gujrat aveva assolto tutti i familiari accusati del suo omicidio. Disponendo il rilascio del padre di Sana, Ghulam Mustafa Cheema, dello zio Mazahar Cheema e del fratello Adnan per carenza di prove e assenza di testimoni. La sua morte aveva aperto un caso politico in Italia.

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