Sala avverte Letta: «Ho grande rispetto per il Pd. Ma dobbiamo aprire il campo a nuove forze politiche»

venerdì 21 Maggio 9:06 - di Redazione

Beppe Sala cala l’asso. Con un chiaro avvertimento al Pd. Che, dice il sindaco di Milano in campo per il bis, resta il suo azionista di maggioranza, ma non basta. “Dico da tanto tempo che si dovrebbe favorire la nascita di nuove forze politiche. Se da Milano arrivassero dei segnali, non sarebbe male per il Paese“. Così in una lunga intervista al Corriere della Sera. Parola d’ordine: aprire il campo. Uscire dai recinti angusti del Nazareno. Come ha già dimostrato con l’adesione ai Verdi europei.

Sala: a Milano possono nascere nuove forze politiche

Il primo cittadino, oltre ad accarezzare la ‘società civile’, guarda alle nuove formazioni politiche. Azione di Carlo Calenda in primis.  E sui 5Stelle nel caos ha le idee molto chiare. Nessuna alleanza al buio. Forse al ballottaggio. Si vedrà. “Sono stato tra i primi in Italia a dire che bisogna guardare ai 5Stelle. Oggi sono in una fase delicata perché devono rimettere a punto la loro governance”. Si augura che Conte vinca la sua partita per la leadership. E che ci sia una dichiarazione chiara della loro collocazione nell’alveo del centrosinistra. Vicini ma distinti. “Oggi è meglio andare separati perché si trovano nel mezzo del fiume. E dobbiamo capire su che sponda sbarcano. Vorrei però chiarire che la decisione di andare separati è di entrambi”.

Un traffico di liste civiche a sostegno del sindaco

Tante le liste civiche di sostegno. Quasi il doppio rispetto alla passata campagna elettorale. Al momento sono 6, con la certezza che diventeranno 7 o 8 se Calenda presenterà una sua lista autonoma. “Se ci sono comunità che si fanno avanti e hanno voglia e disponibilità a presentarsi mi dico perché no?”. La differenza rispetto al passato – spiega il sindaco –  “è la partnership con i Verdi e la nascita di nuove forze politiche”. Il riferimento è al partito di  Calenda, candidato a Roma a dispetto del Pd. Azione porterà il suo contributo a Milano. Non è ancora chiaro se con un proprio simbolo.

Parola d’ordine: allargare il campo del centrosinistra

Le tante liste civiche e l’adesione ai Verdi europei sono un chiaro avvertimento al Pd. Che rischia di venire cannibalizzato. Ma il primo cittadino non può dirlo. Alla guida di una città tradizionalmente di centrodestra deve cercare consensi a tutto campo. A Letta manda a dire, diplomaticamente, di augurarsi un grande risultato elettorale per i dem. Detto questo, insiste, bisogna spalancare le porte agli ‘altri‘. “Dobbiamo confermare il mondo ampio del centrosinistra. E insieme rassicurare che non siamo dei pazzi scriteriati e che si possono portare avanti politiche ambientali non in maniera ideologica”.

No a una giunta allargata alla Lega

Un no netto all’ipotesi, profilata dall’ex sindaco Albertini, ma anche dal suo assessore del Pd Maran, di amministrazioni ‘allargate’, sul modello della coalizione di governo. Sala lo scandisce: niente inciuci ‘innaturali’. “Non sono favorevole ad allargamenti estemporanei a altre forze politiche. E poi di che partiti si sta parlando? Il centrodestra non è tutto uguale”. A Milano “non ci sono le condizioni per governare insieme alla Lega. Primo perché abbiamo una visione diametralmente opposta della società. Secondo, anche se a Roma accettano una Lega di lotta e di governo, io no. Detesto l’idea che si possa essere di lotta e di governo“.

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