Albertini rinuncia alla candidatura a Milano e fa un regalo a Sala: «L’avrei voluto come vice»

giovedì 6 Maggio 11:29 - di Federica Parbuoni
albertini sala

Gabriele Albertini non sarà il candidato a sindaco di Milano per il centrodestra. Ad annunciarlo è stato lui stesso, adducendo motivi personali. «Stavo per cedere, per dire sì, ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia “bicellulare” (siamo solo in due a vivere insieme). A mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio», ha scritto Albertini in una lettera pubblicata su Libero, nella quale rivela anche il «progetto insolito» che coltivava su Giuseppe Sala.

«Voglio stare con la mia famiglia»

Albertini, che è stato sindaco di Milano dal 1997 al 2006, dopo aver ringraziato i milanesi, che lo hanno «reso, per qualche giorno, davvero felice» della «riconoscenza» e del «grato ricordo» che gli hanno tributato, ha chiarito di non aver «corrisposto alle vostre attese» perché «ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l’ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni». «Spero vorrete perdonarmi», ha aggiunto l’ex sindaco, 71 anni il prossimo 6 luglio.

La contrarietà già espressa a Salvini

Ad avanzare la candidatura di Albertini, come ricordato da lui stesso facendo anche riferimento ai sondaggi che lo indicavano «come valido antagonista del sindaco uscente», era stato Matteo Salvini. «Gli avevo fatto presente le mie contrarietà, di carattere personale e familiare, ad accettare il gravoso compito», ha scritto ancora l’ex sindaco, che è tornato sul tema familiare, parlando della prospettiva di «una sicura crisi coniugale, essendo mia moglie contrarissima» e del fatto che avrebbe ridotto «considerevolmente il mio reddito».

Albertini rivela: «Avrei chiamato Sala come vice»

Nella lettera, nella quale ha ricordato anche il «dibattito» che si era aperto intorno alla sua candidatura e il sostegno ricevuto da molti, tra i quali Silvio Berlusconi, Albertini ha poi inserito una rivelazione sorprendente. L’idea di un «progetto inconcepibile», come lo ha definito l’ex sindaco, che rischia di rivelarsi come un assist al centrosinistra: «Se fossi stato candidato ed eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala d’entrare nella Giunta municipale, come vicesindaco. D’unirsi a me nel governo della città, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui e/o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono». Una attestazione di stima alla quale Sala ha replicato via Twitter. Ringraziando Albertini e annunciando che «ora mi attende una sfida impegnativa: convincerlo a votare per il suo futuro, mancato vice».

Salvini non la prende bene

Nonostante Albertini abbia chiarito le ragioni personali alla base del suo rifiuto e abbia svelato la bizzarra intenzione di dare vita a una giunta bipartisan, il suo annuncio ha fatto sbottare Salvini contro «chi non era d’accordo» con la candidatura. «Sono mesi – ha sostenuto il segretario della Lega – che cerco di costruire e unire il centrodestra in vista delle amministrative. A Roma e Milano avevamo i candidati giusti: Bertolaso e Albertini, ma altri hanno detto no per settimane e mesi e loro hanno perso la pazienza. Ora – ha aggiunto – spero che chi non era d’accordo abbia proposte alternative, perché sia nella Capitale che nel capoluogo lombardo possiamo e dobbiamo vincere. Entro poche settimane dobbiamo decidere».

 

 

 

 

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