Ruby ter, la salute di Berlusconi è “altamente compromessa”: stralciata la sua posizione

martedì 25 Maggio 17:29 - di Redazione
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Dopo il Tribunale di Siena che il 13 maggio scorso ha rinviato al 21 ottobre prossimo il processo a Silvio Berlusconi per il filone senese del processo Ruby ter oggi è stata la volta del Tribunale di Roma che ha stralciato la posizione del leader di Forza Italia, nel processo che lo vede imputato con Mariano Apicella per la presunta corruzione legata alla falsa testimonianza del cantante napoletano riferita alle feste organizzate ad Arcore.

Secondo l’accusa dei pm romani, grazie alla sua falsa testimonianza in merito alle feste ad Arcore il cantante napoletano avrebbe ricevuto in cambio 157mila euro.

Ad avanzare la richiesta di stralcio a Roma, nel corso dell’udienza di questa mattina, è stata la difesa dell’ex-premier, l’avvocato Franco Coppi, alla quale il pm Roberto Felici non si è opposto.

“È pervenuta un’istanza di rinvio per legittimo impedimento nella quale si dice che la situazione di salute di Berlusconi è altamente compromessa, con un generale peggioramento del quadro”, ha detto in aula il presidente della seconda sezione penale di Roma, il giudice Anna Maria Pazienza, che dopo una brevissima camera di consiglio ha deciso lo stralcio della posizione spiegando che “l’imputato è assolutamente impedito per motivi di salute a comparire a processo”.

Il giudice, spiegando che “la situazione di salute non è di immediata risoluzione” e che è “necessario comunque procedere con l’attività istruttoria” ha disposto la separazione della posizione di Berlusconi rinviando per lui all’udienza fissata per il 2 novembre.

Domani è attesa un’identica decisione sul filone Ruby ter a Milano.
Il processo milanese Ruby ter, che vede imputato Silvio Berlusconi,  riprenderà infatti proprio domani quando, dopo l’intervento di tutti i difensori, i giudici decideranno se stralciare la posizione del leader di Forza Italia e separarla da quella degli altri 28 imputati.

Il 13 maggio scorso il Tribunale di Siena aveva condannato a 2 anni di reclusione (con sospensione della pena) per falsa testimonianza il senese Danilo Mariani, pianista di numerose serate nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi.

In quel caso il processo nella città del Palio era nato da uno stralcio del Ruby ter, originato da un fascicolo trasmesso dal Tribunale di Milano a quello di Siena nel 2017 per competenza territoriale.

Per i pubblici ministeri milanesi è a Siena che sarebbe stato completato il pagamento effettuato da Berlusconi a Danilo Mariani per indurlo a rendere testimonianze edulcorate sulle feste a villa San Martino.

Sempre secondo l’accusa, i bonifici effettuati da Berlusconi a Mariani, qualificati come “rimborsi spese“, circa 170 mila euro dal 2011 al 2013, sarebbero stati in realtà pagamenti per indurre il pianista a rendere falsa testimonianza.

Nello stesso procedimento, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, come detto, è imputato anche il leader di Forza Italia: dopo sette rinvii quel giorno era attesa la sentenza anche per Berlusconi, ma i suoi legali, gli avvocati Federico Cecconi e Enrico De Martino, aveva presentato istanza di rinvio per legittimo impedimento perchè l’ex-premier si trovava ricoverato, per motivi di salute, all’ospedale San Raffaele di Milano.
E il collegio senese aveva accolto la richiesta di stralcio della posizione di Berlusconi per il reato di corruzione in atti giudiziari.

Nei mesi scorsi la Procura di Siena, con la pm Valentina Magnini, durante la requisitoria, la condanna di Berlusconi a 4 anni e 2 mesi di reclusione.
Ad ottobre il processo a Berlusconi dovrà riprendere con un nuovo collegio, perchè quello precedente, con la sentenza del 13 maggio, è oramai diventato incompatibile essendosi già espresso sulla materia.

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