Ritrovati al Circeo gli scheletri di 9 uomini del Neanderthal. Una scoperta straordinaria

sabato 8 Maggio 15:27 - di Redazione

Straordinario ritrovamento nella grotta Guattari al Circeo, uno dei siti più importanti del paleolitico medio. Nel corso di una nuova campagna di scavo che impegna archeologi, paleontologi, antropologi dall’ottobre 2019, a 80 dalla scoperta della Grotta, in provincia di Latina, sono emersi i resti ricomposti di 9 individui di Neanderthal. E un incredibile numero di preziosi fossili, animali e vegetali.

Circeo, ritrovati i resti di 9 uomini del Neanderthal

“Una scoperta straordinaria”, commenta il ministro Franceschini. “Di cui parlerà tutto il mondo. Perché arricchisce le ricerche sull’uomo di Neanderthal. È il frutto del lavoro della nostra Soprintendenza insieme alle Università e agli enti di ricerca, davvero una cosa eccezionale”.

Questi, insieme agli altri due trovati in passato nel sito, portano a 11 il numero complessivo di individui presenti nella Grotta Guattari. Che si conferma così uno dei luoghi più significativi al mondo per la storia dell’uomo di Neanderthal.

Gli esperti: nella grotta Guattari una immensa banca dati

Di fatto, spiegano gli esperti, in questo mondo sotterraneo a due passi dal mare che fu della maga Circe, si trova una sorta di smisurata banca dati. Che sarà utilissima per ricostruire la storia, ma anche l’ecosistema di queste terre. In un arco di tempo lontanissimo. Un tuffo nel passato che va da 125 mila a 50 mila anni fa. Scoperta casualmente nel 1939, la Grotta Guattari, deve la sua eccezionalità a un crollo che circa 60 mila anni fa l’ha sepolta. Sigillandone l’apertura e facendo sì che tutto si mantenesse così com’era. Una sorta di capsula del tempo. Le condizioni di oggi sono sostanzialmente le stesse di 50 mila anni fa.

Gli scheletri umani sono di individui adulti

Il nuovo intervento, fatto con l’aiuto di tecnologie e competenze modernissime, allargato a una zona della grotta che non era mai stata indagata, apre ora scenari di enorme interesse per la ricerca. Setacciata anche la zona che l’antropologo Alberto Carlo Blanc ha chiamato “Laghetto”. Per la presenza di acqua nei mesi invernali. Gli scheletri umani ricomposti, racconta Francesco Di Mario, il funzionario archeologo della soprintendenza che dirige lo scavo, “appartengono tutti ad individui adulti. Fatta eccezione forse solo per uno che potrebbe essere di un giovane”. Tra loro una sola femmina. Ma non si tratta di persone vissute tutte nella stessa epoca. I più vicini a noi sarebbero vissuti tra i 50 mila ed i 68 mila anni fa. Il più antico addirittura tra i 100 mila ed i 90 mila anni fa.

Un immenso materiale che potrebbe svelare molti misteri

Adesso tutto questo materiale dovrà essere studiato, fa notare il direttore del servizio di antropologia del Sabab Lazio Mario Rubini. Ma già dalle prime indagini sono arrivate tantissime informazioni. “Un’analisi sul tartaro dei denti – anticipa – ha mostrato per esempio che la loro dieta era molto variata. Mangiavano molti prodotti cerealicolo vegetariani, frutto della raccolta. Ed è noto quanto una buona alimentazione sia fondamentale per lo sviluppo dell’encefalo”.  Stiamo portando avanti  – aggiunge – gli studi e le analisi, non solo genetiche, con tecniche molto più avanzate rispetto ai tempi di Blanc, capaci di rivelare molte informazioni”. Con i nuovi ritrovamenti, ribadisce Rubini, il sito del Circeo diventa “assimilabile per importanza a quello di El Sidron in Spagna. O a quello di Krapina nell’ex Jugoslavia”.

Una enorme quantità di fossili animali e vegetali

La speranza degli studiosi è quella di poter risolvere i misteri che avvolgono questa specie. Uno in particolare, legato proprio alla Grotta del Circeo. Dove tutti i crani ritrovati presentano una larga apertura alla base. Come se qualcuno li avesse aperti apposta per mangiarne il cervello. In passato, ricorda l’antropologo, “era stata avanzata l’ipotesi di un rituale di cerebrofagia”. Ma l’interrogativo è ancora aperto. Un enigma inquietante che gli studi dei prossimi mesi potrebbero svelare.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *