Prof contro la Meloni, la lista si allunga. Nuovo post delirante: leggete il mio libro, non il suo

sabato 29 Maggio 13:40 - di Alberto Consoli
Un altro prof contro la Meloni

Un prof dietro l’altro, una follia dietro l’altra contro Giorgia Meloni. E’ orribile constatare che sui social i più bulli di tutti sono i docenti universitari. Insieme al post del libro “a testa in giù”  dalla Feltrinelli ripreso dal prof della  Ca’ Foscari, quasi sfuggiva un altro caso.  Guido Saraceni, seguitissimo docente universitario  ha postato un commento ricorrendo all’insulto: “In questo momento io e Giorgia Meloni siamo insieme in libreria (!) con i nostri rispettivi libri. Solo che lei, con la solita boriosa arroganza da urlatrice di piazza, occupa intere vetrine, mentre il mio romanzo si trova educatamente, rispettosamente e democraticamente, sugli scaffali”. Insomma, che il libro della Meloni sia nelle librerie “oscurando” il suo capolavoro è un’infamia, secondo Saraceni. Che aggiunge, in uno sbotto di autostima:

Il prof alla Meloni: “Boriosa urlatrice di piazza”

“Eppure, la copertina è la stessa (mai giudicare un libro dalla copertina!). O meglio. Mi rendo conto ora che l’onorevole Meloni imita maldestramente la bellissima modella che rende ipnotica la copertina del mio romanzo, dando un volto alla protagonista. È ora di mettere un freno a questa storia. Smettiamola di subire in silenzio la loro aggressività! Andate immediatamente in libreria e comprate L’oceano in una goccia; pretendete dal vostro negoziante di fiducia che venga esposto in vetrina, aiutate i lettori civili e democratici ad avere un’alternativa valida. Date retta al prof, piuttosto che la storia di Giorgia, è molto meglio leggere la storia di Clizia “. Ridicolo e penoso constatare come a sinistra, artefice della più totale egemonia culturale nel nostro Paese, si giunga a questo scatto di rabbia. Arrivando a intravedere una “lottizzazione” delle vetrine. La Meloni in vetrina insieme a me?… Si scatena il sentire fieramente democratico del professore che incita alla ribellione i lettori. Avere nelle vetrine il libro della leader di FdI è sinonimo di aggressività. E pone il suo libro come “alternativa” a tutto questo ‘melonismo’ dilagante. Una diga all’ortodossia democratica delle librerie. 

Un altro prof contro la Meloni, post delirante

Ha deciso lui chi debbano essere  “i lettori civili e democratici”:  sono quelli che dovranno leggere il suo di libro e  non “Io sono Giorgia”. Saraceni, che è  professore associato di filosofia giuridica all’Università di Teramo, sui social è molto presente. Ha litigato con tutti , ha un’alta autostima che gli condente di dare dell’analfabeta all’avversario di turno. Con una buona dose di narcisismo il professore non ha gradito i commenti in calce al suo post. Gli hanno dato del sessista, lo hanno criticato, come osano? Insomma,  non ha avuto l’applauso incondizionato, come sperava. Così ha aggiunto lui un commento , affermando che il post era ironico e tacciando gli utenti  di “cattiveria e acidità”. L’ironia non riusciamo a trovarla, francamente e gli insulti alla persona Meloni a sono evidenti. L’ironia sta solo in quei due aggettivi che qualificano il suo di post, semmai. Ma non contento, Saraceni ha aggiunto un altro lungo post in cui, come ovvio, solidarizza con l’altro “sventurato” professore.

Anche il professor Saraceni fa il martire della libertà

“Un collega dell’Università Ca’ Foscari è finito al centro di roventi polemiche per aver postato lo foto di uno scaffale della Feltrinelli in cui tutti i sacri libri di “Io sono Giorgia sono una donna!” erano stati esposti al contrario – a testa in giù. Io stesso, ieri – scrive il professore- ho subito un violento shit storm – e ancora insistono! – per aver scritto che “Io sono Giorgia” occupava con “arroganza” le vetrine delle librerie”. La fa lunga come una telenovela solo per avere ricevuto qualche critica. “Ad ogni modo, “amici” di destra. State calmini, eh! – ha il coraggio di replicare- . Non si può proprio dire nulla! Qui non si può più parlare!”, prosegue il post su Fb dove francamente è difficile trovare un punto di coerenza. “Allora la libertà vale solo per voi. Non sarete mica fascisti?”. Vuol far ridere, ma l’ironia non è il suo forte. Poi la firma: “Nessuno tocchi Giggia”. Siamo a livelli eccelsi di pensiero. A lamentarsi era stato lui.. e commentare sui social è ancora un diritto di tutti. E’ evidente che  un contraddittorio civile con chi è abituato da sempre ad egemonizzare editoria e agenzie culturali non è possibile. Il successo del libro della Meloni li sta mandando ai matti. E si vede. A stare calmo dovrebbe iniziare il professore. E i suoi colleghi.

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