Insulti a Giorgia Meloni, l’Università delibera: Gozzini sospeso 3 mesi. Avrà imparato la lezione?

venerdì 26 Marzo 18:46 - di Ginevra Sorrentino
Insulti a Giorgia Meloni Gozzini

Insulti a Giorgia Meloni, l’Università ratifica la sanzione: Gozzini sospeso per 3 mesi. Del resto, già a caldo, alla notizia di possibili provvedimenti dopo le gravi offese, il professore di Storia dell’Università di Siena disse: «Il rettore ha la mia testa a sua disposizione. Il buon nome dell’università prima di tutto». Sono stati questi i primi commenti del prof dopo l’aggressione verbale violenta a Giorgia Meloni. La quale, invece, impartendo al docente una vera lezione di stile, controreplicò dichiarando: «Sia al ministro che al rettore ho detto che non entro nel merito delle valutazioni che l’università di Siena vorrà fare. Ma che personalmente non chiedo ci siano provvedimenti nei confronti del professor Gozzini. Mi basta che, una volta tanto, ci si sia trasversalmente resi conto della violenza che troppo spesso viene usata contro di noi. E contro di me. Stavolta la lezione, il professor Gozzini, invece di impartirla dovrebbe averla imparata». 

Insulti a Giorgia Meloni, oggi la ratifica della sanzione per il prof Gozzini

Ebbene, oggi il Consiglio di amministrazione dell’Università di Siena ha optato anche per una lezione accademica. E ha accolto il parere espresso dal Collegio di disciplina sulla disposizione proposta dal rettore Francesco Frati per il professor Giovanni Gozzini. E ha deliberato la sospensione del docente dall’ufficio e dallo stipendio per tre mesi. Dunque, si riapre quella brutta pagina di violenza verbale e aggressività sessista, vergata a suon di insulti e epiteti irricevibili dall’ordinario di storia contemporanea dell’Ateneo senese. Con la ratifica del provvedimento sanzionatorio, arrivata questa mattina, il docente è chiamato ad accettare la sospensione dall’ufficio e dallo stipendio per tre mesi, per quell’indegno florilegio di ingiurie pronunciate contro la leader di Fratelli d’Italia nel corso di una trasmissione dell’emittente fiorentina Controradio a metà febbraio.

Insulti a Giorgia Meloni, da Gozzini una brutta pagina di aggressività verbale

Una vicenda grave, sotto diversi profili, per cui, come noto, Giorgia Meloni ha ricevuto la solidarietà di tutti. In primis dal Capo dello Stato che le ha telefonato personalmente. Così come, da più parti e in maniera trasversale, si è chiesto che una persona come Gozzini non possa altro che essere rimossa dall’insegnamento. Una figura professionale come un docente, che per esprimere dissenso non sa usare che termini  spregevoli, cosa ci sta a fare su una cattedra? Ma Giorgia è una signora. E l’università ha optato oggi come stabilito in precedenza.

Il Collegio di disciplina dell’Ateneo dà seguito alla proposta sanzionatoria del rettore

Quando, nell’ultima riunione dello scorso 16 marzo, il Collegio di disciplina dell’Ateneo, composto dai professori Gabriella Piccinni, Angelo Barba e Elena Bindi, dopo aver constatato «la rilevanza dei fatti sul piano disciplinare e le offese nei confronti dell’onorevole Giorgia Meloni», ha confermato la proposta del rettore Frati. In quella sede Gozzini affermò: «Ho sbagliato e chiedo scusa per il danno arrecato all’immagine della mia Università. E chiedo anche scusa per il dolore provocato ai miei colleghi. Tutto ciò non era nella mia volontà». Eppure, quegli insulti irricevibili. Quelle volgarità irripetibili, che hanno colpito in prima istanza Giorgia Meloni, sono uscite dalla sua bocca. Amplificate peraltro dai microfoni della radio in cui Gozzini era ospite.

Quando Frati sottolineò: l’Università è un’altra «vittima» di questo increscioso caso

Offese, a detta del rettore Frati, anche «oggettivamente lesive della nostra reputazione. E per le quali ci riteniamo vittime anche noi». Così aveva dichiarato nei giorni della bufera il numero uno dell’Ateneo, ribadendo a più riprese «tutta l’amarezza nel dover costatare il danno reputazionale causato da un comportamento che non può avere nessuna giustificazione».

Il Consiglio: «Gli insulti e le denigrazioni» di Gozzini «hanno violato il rispetto e la dignità»

Dunque, Gozzini era stato già sospeso in via cautelativa dal rettore dal 22 febbraio da ogni funzione didattica e dallo stipendio. In occasione della discussione sull’argomento, il Consiglio di amministrazione ha approvato una mozione presentata da alcuni consiglieri, nella quale si sottolinea «il ruolo dell’Università, istituzione culturale centrale nella società. E la responsabilità che questo ruolo implica nel rispetto dei valori fondanti della nostra comunità. Anche sul piano etico e morale». Al tempo stesso, il Consiglio sottolinea che «gli insulti e le denigrazioni» di Gozzini «hanno violato il rispetto e la dignità» dell’onorevole Meloni.

L’invito alla riflessione sul ruolo dell’Università nella trasmissione critica delle conoscenze

Non solo. Nella mozione si ricorda che il rettore Frati ha detto che «gli attacchi volgari e sessisti rivolti all’onorevole Meloni impongono a noi tutti una seria riflessione». Pertanto, condannando le offese e gli insulti del professore Gozzini, il Cda dell’Ateneo ritiene lecito chiedersi «se stiamo smarrendo l’idea di Università come luogo della valorizzazione e della trasmissione critica delle conoscenze. La domanda non è retorica. E non implica quindi alcuna risposta predeterminata. Se il rettore richiama la necessità di una riflessione, allora ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi prima di archiviare questo, ed altri recenti episodi, nell’ambito delle responsabilità esclusivamente individuali».

Un richiamo formale e sostanziale al rispetto dei valori fondanti

«Sappiamo di vivere il tempo della retorica totale, nel quale la cultura e le competenze sembrano essere valori facoltativi e dove spesso il linguaggio è calpestato e usato male. E quando si usano male le parole vuol dire che si usano male le idee – si legge ancora nella mozione –. Nel caso in specie, le parole sono state usate male. Gli insulti e le denigrazioni, che hanno violato il rispetto e la dignità della persona, sono antitetici al pensiero critico esercitato confrontando le idee in modo appassionato, rispettoso, logico, senza preconcetti e con rigore morale ed espressivo».

La mozione: «I nostri provvedimenti disciplinari atti dovuti, necessari e corretti»

«Questa violazione – prosegue la mozione – già sottolineata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, trascende i nostri provvedimenti disciplinari – comunque atti dovuti, necessari e corretti – che per loro natura non possono essere l’epilogo nel quale si compie il nostro apparente riscatto. Questo Consiglio di Amministrazione vuole richiamare l’intera comunità accademica al rispetto dei valori sostanziali e formali qui espressi».

 

 

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