Nel sud di Israele suonano di nuovo le sirene. Entro 24 ore si va verso il cessate il fuoco

giovedì 20 Maggio 13:22 - di Redazione
Israele

Ancora una notte di razzi e raid in Medio Oriente.  Suonano di nuovo le sirene di allarme nel sud di Israele, da giorni nel mirino del lancio di razzi dalla Striscia di Gaza, controllata da Hamas, nel mezzo delle ostilità esplose più di una settimana fa.

Verso Israele lanciati 80 razzi

Dalla Striscia di Gaza circa 80 razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati verso Israele tra le 19 di ieri sera e le 7 di questa mattina. Lo sostengono le forze di difesa israeliane (Idf), spiegando che dieci razzi sono caduti all’interno dell’enclave palestinese. L’Idf riferisce che circa il 90% dei razzi diretti verso aree popolate sono stati intercettati dal sistema di difesa missilistica Iron Dome.

Nella notte, riferiscono i militari citati dal Times of Israel, anche l’Idf ha condotto una serie di attacchi nella Striscia di Gaza, continuando la sua campagna contro la rete di tunnel di Hamas.

«Sirene d’allarme nel sud di Israele»

«Dopo oltre otto ore di calma, suonano di nuovo le sirene di allarme nel sud di Israele», si legge in un tweet delle forze israeliane (Idf). Secondo il Times of Israel, le sirene di allarme sono scattate nella zone di Nirim ed Ein Hashlosha, vicino al confine con Gaza.

Israele: distrutto sistema missilistico e due depositi di armi di Hamas

Le forze della difesa di Israele (Idf) hanno riferito di aver distrutto un sistema missilistico per il lancio di razzi nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, e due depositi di armi. L’attacco israeliano contro il lanciarazzi «ha impedito il lancio di razzi verso Israele», ha detto l’Idf. In un video diffuso dall’esercito israeliano si vedono esplosioni dopo il raid, il che attesta la presenza e la distruzione di diversi missili nel lanciarazzi.

Uno dei due depositi di armi distrutti si trovava nella casa di un vice leader delle forze aree di Hamas nella zona centrale della Striscia di Gaza. Il secondo deposito colpito si trovava a Khan Younis.

Ferito un soldato israeliano

I militari israeliani hanno reso inoltre noto, come riporta il Times of Isreal,  che un soldato israeliano è rimasto lievemente ferito in un attacco con un missile anticarro lanciato contro un pullman militare, vuoto in quel momento, nei pressi del confine con la Striscia di Gaza. Il soldato, che si trovava vicino al mezzo, è stato colpito da schegge. Il Jerusalem Post parla di un attacco delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza.

«Colpiti due lanciarazzi sotterranei»

Le forze della difesa di Israele (Idf) su Twitter hanno poi scritto: «Negli ultimi 11 giorni Hamas ha lanciato centinaia di razzi da Gaza contro la più grande area metropolitana di Israele, Tel Aviv».  L’Idf ha spiegato di avere «colpito due lanciarazzi sotterranei usati per sparare quei razzi». L’Idf ha affermato inoltre di ritenere «Hamas responsabile degli atti di terrorismo contro i civili israeliani».

Hamas: 230 le vittime dei raid aerei israeliani

Dal canto suo, il ministero della salute di Hamas ha puntualizzato che è salito a 230 il bilancio delle vittime dei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Tra loro, riferisce l’autorità di Hamas, si contano 65 minori, 39 donne e 17 anziani. Sono invece 1.710 le persone rimaste ferite nell’enclave palestinese.

Il ministro tedesco Maas: «Israele ha il diritto di difendersi»

Il diritto di Israele alla difesa include quello di “distruggere le infrastrutture” da cui possono essere lanciati attacchi in futuro contro il suo territorio. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, all’inizio della visita in Israele e nei Territori palestinesi.

«Siamo convinti che la vita in sicurezza e pace a lungo termine sia possibile solo se israeliani e palestinesi possono gestire autonomamente i loro affari», ha detto Maas parlando all’aeroporto “Ben Gurion” di Tel Aviv.

«Abbiamo sempre sottolineato che Israele ha il diritto di difendersi – ha aggiunto – Parte di ciò comporta l’eliminazione dei punti da cui vengono lanciati attacchi contro Israele e assicurarsi che le infrastrutture per eventuali attacchi futuri non rappresentino più un pericolo».

Continuano le pressioni internazionali per una tregua. Il segretario di stato Usa Antony Blinken ha parlato con il ministro degli Esteri, Gabi Ashkenazi, discutendo “degli sforzi per mettere fine alla violenza”.

Hamas: «Possibile un cessate il fuoco imminente»

Funzionari di Hamas affermano alla Cnn che il cessate il fuoco è “imminente”. «Penso che probabilmente arriveremo a un cessate il fuoco nei prossimi due giorni. Solo Dio sa quando i  mediatori saranno in grado di raggiungere un accordo», ha affermato  il numero due del politburo di Hamas, Mousa Abu Marzook, secondo il  sito di Ynet. Anche un leader di Hamas citato dalla Cnn parla di  ”atmosfera positiva”, «grazie al sostegno dei nostri fratelli  egiziani e del Qatar».

Fonti israeliane sul cessate il fuoco

Entro le prossime 24 ore si arriverà a una svolta nei colloqui sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Lo sostengono fonti israeliane citate a condizione di anonimato dal sito di notizie Walla. I colloqui tra le parti si stanno svolgendo tramite due canali, ovvero i servizi di intelligence egiziani e l’inviato delle Nazioni Unite in Medioriente Tor Wennesland.

Le fonti citate da Walla spiegano che a condurre i negoziati sono i mediatori egiziani, che sono in contatto diretto con la leadership di Hamas nella Striscia di Gaza. Wennesland si è intanto recato a Doha per incontrare i leader di Hamas che vivono in Qatar.

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