Gaza senza tregua. Israele annuncia: uccisi oltre 150 terroristi di Hamas. Salgono a 212 le vittime

martedì 18 Maggio 9:06 - di Redazione

Una settimana di raid, bombardamenti, razzi e sangue nella striscia di Gaza. Una settimana di guerra e non si vede la tregua.

Gaza, Israele: uccisi oltre 150 terroristi

Sono oltre 150 i “terroristi” finora uccisi nei raid israeliani. Lo ha riferito il portavoce delle Forze di difesa di Tel Aviv, Hidai Ziberman. Di questi oltre 120 dei militanti uccisi appartenevano ad Hamas, mentre altri 25 alla Jihad islamica. Colpito a morte in un raid aereo l’alto comandante della Jihad islamica  Hassam Abu-Harbid. Notizia confermata dall’esercito israeliano che ha pubblicato su Twitter un video del momento dell’uccisione.

Confermata la morte del capo della Jihad Abu-Harbid

Abu-Harbid è stato al comando dell’organizzazione per 15 anni. Ed è considerato responsabile di alcuni attacchi anti-carro contro Israele. Compreso uno in cui è rimasto leggermente ferito un militare israeliano.  Abu Harbid aveva preso il posto di Baha Abu al-Ata al comando del battaglione. Dopo l’uccisione di quest’ultimo nel novembre del 2019.

Abbattuto un drone al confine con la Cisgiordania

Le forze israeliane hanno anche  abbattuto un drone telecomandato che si avvicinava dal confine con la Giordania. Nell’area di Beit She’an, nel nord del Paese. “I rottami del drone sono stati recuperati dalle forze di sicurezza”, rendono noto i militari israeliani, come riporta il Times of Israel.

Il governo israeliano ha esteso di altre 48 ore lo stato di emergenza a Lod, la città che è l’epicentro degli scontri tra israeliani ed arabi israeliani.

Salgono a 212 le vittime palestinesi, tra cui 61 bambini

Sale il numero delle vittime palestinesi nei raid israeliani a Gaza. Sono 212 i palestinesi uccisi, ha riferito il ministero della Sanità della Striscia, tra i quali si contano anche 61 bambini e 36 donne.

Ieri una fonte diplomatica aveva acceso la speranza di una possibile tregua tra Israele e Gaza. Parlando al Times of Israel, ha riferito che Tel Aviv e Hamas sono “vicini” a un accordo per il cessate il fuoco. Secondo la fonte citata dal quotidiano israeliano, l’accordo dovrebbe essere raggiunto “entro due giorni al massimo”.

L’esercito israeliano nega un imminente cessate il fuoco

Notizia smentita dal portavoce dell’esercito di Tel Aviv. “Non stiamo discutendo un cessate il fuoco per le prossime ore. L’esercito israeliano ha tutti i leader di Hamas sotto tiro”, ha detto Zilberman  in alcune interviste radiofoniche. “Stiamo cercando di colpirli. E quando le condizioni operative lo permettono spero che avremo successo”, ha aggiunto.

Tel Aviv: abbiamo sotto tiro i leader di Hamas

L’obiettivo rimane quello di eliminare l’intero vertice di Hamas. Del resto nella serata di lunedì il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha continuato a suonare la carica. “Le istruzioni sono di continuare a colpire con durezza gli obiettivi del terrorismo”,  ha detto al termine di una consultazione con i vertici militari.

Nuova telefonata tra Biden e Netanyhau

Intanto il presidente americano Joe Biden è tornato in campo, con una nuova telefonata al premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Biden”, si legge nel comunicato, “ha parlato oggi con il primo ministro israeliano Netanyahu. Il presidente ha ribadito il suo fermo sostegno al diritto di Israele di difendersi da attacchi missilistici indiscriminati. Il presidente ha accolto con favore gli sforzi per affrontare la violenza tra le comunità. E  riportare la calma a Gerusalemme. Ha incoraggiato Israele a compiere ogni sforzo per garantire la protezione dei civili innocenti”.

Il Cremlino teme un’escalation incontrollata

I due leader hanno discusso dei progressi nelle operazioni militari di Israele contro Hamas e altri gruppi terroristici a Gaza. Il presidente ha espresso il suo sostegno a un cessate il fuoco e ha discusso l’impegno degli Stati Uniti con l’Egitto e altri partner.

Il Cremlino teme una “escalation incontrollata” del conflitto ed esprime “preoccupazione per l’aumento delle vittime civili”. Putin, ha spiegato il suo portavoce, non ha ancora contattato i leader palestinesi e israeliani. Ma potrebbe farlo se necessario.

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