Mughini all’attacco: un libro di Murgia in cima ai più venduti, i posteri che penseranno di noi?

mercoledì 12 Maggio 13:20 - di Redazione
Murgia Mughini

Giampiero Mughini non le manda a dire. E’, da sempre, una sua caratteristica. Così approfitta della sua rubrica su Dagospia per menare qualche fendente intellettuale. Lo spunto è il nuovo titolo di Luigi Mascheroni, Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge) (Edizioni Oligo).

Mughini: leggere è una scelta faticosa

“Leggere – scrive Mughini – è una scelta faticosa, talvolta ardua, talvolta ti ci devi arrampicare a mani nude per le pareti di un libro. Una scelta tanto più ardua in un Paese in cui si pubblicano 70mila volumi ogni anno e non c’è vedette televisiva che non ne firmi uno dopo esserselo fatto scrivere da un ghost writer“. Come dargli torto? Le librerie sono ormai una estensione dei talk show, dell’entertainment televisivo, dove trovi i titoli del solito giro di pontificatori che in quella stagione hanno affollato il piccolo schermo. La qualità ormai si trova solo nella media e piccola editoria.

C’è differenza tra Cesare Pavese e il romanzo di uno youtuber

Il leggere non è astratto, ma una scelta e una sfida. Mughini riporta quanto scrive Mascheroni: “L’importante non è leggere indistintamente o prendere un libro in mano solo perché pacifica la coscienza. Bisogna intendersi su quale libro. Tra Alberto Arbasino, o Guido Ceronetti, e gli ultimi venti Premi Strega; tra Cesare Pavese e il romanzo di uno youtuber o di un deejay; ma anche soltanto fra Aldo Busi e Jonathan Bazzi; o fra Anna Maria Ortese e Teresa Ciabatti; ecco fra questi estremi ci sono dieci gradi di separazione a livello di costruzione narrativa, venti di ricchezza espressiva, e cinquanta per capacità di costruire un mondo e una lingua”.

Un libro di Murgia in cima alla classifica dei più venduti: i posteri ci perdoneranno?

Quindi si arriva alle famigerate classifiche di vendita dei libri e al credito che esse meritano. “Non aggiungerò nulla – osserva Mughini – a quel che Mascheroni dice del valore delle classifiche di vendita, fermo restando che io auguro ogni bene agli azzeccatissimi libri del mio amico Aldo Cazzullo, che restano in classifica per sei mesi, e questo sì che non è uno scherzo: significa che quei libri hanno occupato uno spazio grande dell’anima del pubblico reale. Di certo i posteri si faranno una strana idea del nostro tempo, stando al fatto che in cima ai saggi più venduti in questi ultimi mesi c’è stato un libro di Michela Murgia, sia detto senza voler offendere nessuno”.

 

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