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Politica

Milano, il metodo Sala colpisce ancora: biglietti al museo più cari per chi abita in periferia

29 mag 2021 di Federica Argento

Il museo è più caro per chi abita nelle periferie. Sconti a chia abita al centro e zone limitrofe. La sinistra arroccata nelle sue  ZtL a Milano dà un altro pessimo esempio di abbandono del paese reale, in questo caso delle periferie. Il caso riguarda il nuovissimo museo del design (Adi) da poco inaugurato e già finito al centro di una polemica. Chi abita vicino al museo, infatti, godrà di uno sconto sul biglietto. Un’iniziativa assurda, alcuni utenti sui social l’hanno definita «discriminatoria». E Fratelli d’Italia è giustamente partita all’attacco. Sala “ancora una volta pensa al centro e dimentica le periferie”.

Milano, il metodo Sala, citta in 15 minuti” è un fallimento

Sotto accusa il concetto di città che ha escogitato Sala, ossia la “città in 15 minuti”.  Quella visione che secondo lui dovrebbe riuscire a dare a tutti i cittadini servizi essenziali, appunto, a un massimo di 15 minuti da casa. Un concetto, va detto, applicato anche in altre grandi città europee, allo scopo di ridurre i tempi di spostamento e con essi anche l’inquinamento dovuto alla mobilità.  Il metodo che sta finzionando in molte città europee a Lo stesso, però, che a Milano sta invece provocando disagi, ottenendo l’effetto contrario. Sala e la sua Giunta hanno rivoluzionato la viabilità cittadina, e allungato i tempi medi di percorrenza in città: lo ha evidenziato una recente ricerca di Nomisma, come riporta Libero nelle pagione milanesi. Ora l’iniziativa del museo ADI si aggiunge a molti altri disastri che stanno facxendo infuruare i cittadini. perché sulla linea-Sala  l’ADI Museum ha deciso di applicare la regola dei 15 minuti negli socnti.  Così, si legge sul sito, i visitatori che abitano all’interno degli 11 codici postali indicati nella pagina “visite” avranno diritto al biglietto scontato: 9 euro al posto dei 12 del ticket intero.

Biglietti al museo Adi: sconti a chi a abita al centro

Il principio è offensivo:  il museo si trova in via Ceresio 7, zona semi-centrale. E a finire penalizzate, ciiè a pagare di più, sono, inevitabilmente le periferie. Gli utenti sui spocial si sono scatenati contro il metodo sala: città in 15 minuti o 15 minuto di follia?  «Siete un museo di respiro internazionale non la libreria sotto casa o il fruttivendolo che fa lo sconto sulla consegna in zona».

Biglietti al museo più cari per chi sta in periferia

Un altro utente fa notare la follia del metodo Sala applicato a un museo:  «Una logica discriminatoria;  che impedirà ai ragazzi che abitano nel cap sbagliato di approfondire il design e magari diventare designer. Non è che c’è un museo del design in ogni quartiere della città». Poi c’è chi entra ancora più nel particolare della vicenda: «Una mamma del Giambellino con 2 figli spenderà 30 euro una mamma di City Life 9. Cultura al giusto prezzo per tutti, non solo per chi abita vicino». Il caso diventa politico, con Frtelli d’Italia, unica forza politica a schierarsi daslla parte degli abitamti delle zone più periferiche. Dice  Franco Lucente, capogruppo in Regione per Fratelli d’Italia, a Libero: «Non si capisce come l’idea della “città in 15 minuti” possa essere usata per applicare una logica discriminatoria sulla base della residenza: dato che non c’è un ADI in ogni quartiere. E chiaramente a essere svantaggiati sono i cittadini di periferia. Che dovranno pagare per godere della cultura che i loro pari dei quartieri bene avranno gratis”.

FdI: Sala non è mai cambiato. Disinteressato alle periferie

E’ il cerchio che si chiude, spiega FdI. “Sala non è mai cambiato: ha cominciato e ha finito il suo mandato come il sindaco attento ai quartieri del centro e totalmente disinteressato alle periferie». Lucente se la prende col metodo- Sala che ha finito per coinvolgere lo stesso museo ADI, colpevole solo di essersi adeguato: «Questa operazione danneggia pure il museo – spiega Lucente-   che avrebbe dovuto avere un respiro internazionale e invece è ridotto come il panettiere sotto casa:  che fa lo sconto a chi chiede la consegna in quartiere». Andrea Cancellato, presidente di Federculture e direttore di ADI si è difeso ed è pronto a fare marcia indietro: «Siamo un servizio essenziale al pari di molti altri. Abbiamo fatto questa scelta per una sorta di gesto di benvenuto ai vicini di casa». E ancora: «Da parte nostra non c’è nessun intento discriminatorio, come testimonia l’ampia gamma di scontistica e di gratuità. Ci è sembrato giusto applicare questa politica della “città in 15 minuti”. Se ci diranno che questa scelta non piace, toglieremo la riduzione del biglietto per chi abita vicino al museo,».

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