Marine Le Pen “vuole il golpe”: la sinistra sfodera la solita arma spuntata contro la rivale di destra

martedì 11 Maggio 10:16 - di Adele Sirocchi
Marine Le Pen

Marine Le Pen in un mese, quello di aprile, ha guadagnato 8 punti percentuali nei sondaggi. Sondaggi che indicano la leader della destra francese in crescita di consensi anche a sinistra. Altri sondaggi certificano che i francesi apprezzano il cambio di rotta del suo Rassemblement verso posizioni più moderate.

Marine Le Pen, la sinistra usa la tecnica della demonizzazione

Ecco che scatta così l’arma convenzionale più usata dalla sinistra: la demonizzazione. Marine Le Pen viene presentata come colei all’ombra della quale i generali preparano un golpe. E ciò perché lei ha approvato l’appello a Macron dei generali in pensione perché difendesse la Francia dal caos.

L’appello dei venti generali

I generali chiedevano all’Eliseo di difendere il patriottismo contro l’islamismo. In Francia, si legge nell’appello, ci sono rischi di una guerra civile. “Non è più tempo di tergiversare, altrimenti domani la guerra civile porrà fine a questo caos crescente e i morti, di cui porterete la responsabilità, si conteranno a migliaia”. Dopo alcuni giorni di silenzio, la ministra della Difesa Florence Parly ha definito il testo “irresponsabile” e annunciato sanzioni per i firmatari. Marine Le Pen, ai microfoni di France Info, ha detto invece di condividere le “constatazioni” dei militari.

Il secondo appello dei militari: Francia nel caos

Al primo appello dei generali  ne è seguito un altro, sempre sul settimanale Valeurs Actuelles e sempre rivolto a Macron, firmato (secondo il giornale) da duemila militari in incognito che ricordano che in caso di guerra civile toccherà all’esercito mantenere l’ordine. “Afghanistan, Mali, Repubblica Centrafricana o altrove, molti di noi hanno subito il fuoco nemico – si legge nell’appello – Alcuni hanno lasciato compagni lì. Hanno offerto la loro pelle per distruggere l’islamismo a cui stai facendo concessioni sul nostro suolo”. I militari si dicono pronti all’azione per la sopravvivenza della Francia, della sua storia, della sua cultura.

L’accusa a Marine Le Pen: è lei la regista occulta

“Il primo appello – ricorda Stefano Montefiori sul Corriere –  era stato scritto da Jean-Pierre Fabre-Bernadac, 73 anni, ex ufficiale di fanteria e poi gendarmeria, nel giorno del 60°anniversario del putsch dei generali francesi ad Algeri, ed era stato firmato da un migliaio di militari in pensione tra i quali 20 generali, alcuni peraltro richiamabili in servizio. La presa di posizione dei militari aveva suscitato sconcerto in tutti i partiti tranne nel Rassemblement National”. Il testo successivo è invece anonimo ma già si accusa Marine le Pen di essere la regista occulta di un disegno di restaurazione che farebbe leva sullo scontento delle divise.

Gli sforzi di Marine Le Pen per cambiare il volto del Rassemblement National

L’ennesimo polverone per vanificare gli sforzi della Le Pen tesi a trasformare il volto del suo partito con una strategia che è anche culturale prima che politica. E che mira a sventolare la bandiera dell’ecologia e dell’antiglobalismo in nome di un nazionalismo consapevole, senza più estremismi.

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