M5S nella bufera. Trizzino a Conte: «Chiudi con Rousseau e Grillo, la classe dirigente sembra una casta»

domenica 23 Maggio 11:51 - di Milena Desanctis
Trizzino

«Un modesto consiglio a Giuseppe Conte. Faccia presto a trovare la strada per la rifondazione del Movimento e a chiudere definitivamente i legami con Rousseau. Lasci alla storia del passato il “fondatore elevato” Beppe Grillo, che forse non aspetta altro che tornare ad occuparsi della propria vita». Così in una nota il deputato siciliano Giorgio Trizzino, ex M5S e ora iscritto al gruppo Misto.

L’ex M5S Trizzino: «La classe dirigente sembra una casta»

Poi l’attacco al Movimento. «Che i problemi del Movimento siano gravi, numerosi e apparentemente insolubili è una ovvietà. La crisi identitaria si intreccia con quella politica: la classe dirigente sembra una casta intenta a difendere i propri privilegi più che a elaborare, nel rispetto dei principi fondanti, un progetto politico che risponda all’interesse dei cittadini».

«Ciò sta compromettendo la credibilità del Movimento che invece mantiene ancora intatte le potenzialità per diventare riferimento politico della maggioranza dei cittadini. Quindi il mio consiglio a Conte è di creare le condizioni per una veloce mutazione antropologica, di operare un ricambio generazionale e di proporsi agli italiani come punto di riferimento per la costruzione di un partito con forti radici democratiche, riformiste, europeiste, ambientaliste ma soprattutto di integrazione sociale».

«La partita va giocata con regole diverse»

«Si potrebbe dire – aggiunge Trizzino – che sono già in molti a volere occupare questi spazi. Niente di più vero, ma questa volta la partita va giocata con regole diverse mettendo in chiaro che i giocatori devono possedere doti particolari e dimostrare di essere competenti, capaci, onesti e veramente altruisti. E se possibile con un po’ di esperienza alle spalle…. Senza togliere nulla agli improvvisati dilettanti della politica. Lo stereotipo del “non lasciare indietro nessuno” deve diventare pratica attuale in un Paese ormai troppo abituato a girare la faccia dall’altra parte davanti alle sofferenze». Poi strizza l’occhio a Conte: «Forza Giuseppe, forza Movimento!». E infine: «Se uscite in fretta dalle sabbie mobili diventerete il vero riferimento politico per il futuro del nostro Paese!».

 

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