M5S, Conte fa il duro con Casaleggio «Devi darci i dati degli iscritti». E lui risponde per le rime

giovedì 6 Maggio 17:22 - di Eugenio Battisti
Conte Casaleggio

Tra movimento Conte e Casaleggio è guerra aperta. Pomo della discordia il prezioso elenco degli iscritti, custodito gelosamente dalla piattaforma Rousseau. Oggi è il giorno del contrattacco dell’ex premier. Leader in pectore del partito pentastellato. Azzoppato dalla sentenza della Corte di Cagliari (che ha respinto il ricorso di Crimi) e dall’offensiva, lanciata ieri sul Blog delle Stelle da Rousseau.

L’altolà di Conte a Casaleggio: deve consegnare gli iscritti al movimento

“Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l’unico e legittimo titolare”, dice l’ex premier intervistato da Repubblica. “Su questo – aggiunge c’è poco da scherzare. Perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele. Civili e penali”. Insomma l’ex premier ha fretta di farsi incoronare capo e salvatore dei 5Stelle. E minaccia di farlo con o senza il via libera della piattaforma digitale che imbriglia il progetto di rifondazione.

“Siamo pronti a partire con o senza Rousseau”

“Abbiamo predisposto tutto per partire. Siamo pronti”, dice Conte. “Questa impasse sta solo rallentando il processo costituente ma certo non lo bloccherà. Verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio”. Poi, l’ultimatum: “Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l’intervento del Garante della Privacy. E ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento”.

Conte, Casaleggio non molla: il movimento è senza rappresentante legale

L’Associazione presieduta da Casaleggio, per ora, non commenta. Ma la no profit che ha in mano le chiavi della piattaforma web pentastellata – come informa l’Adnkronos – non intende retrocedere di un millimetro. Nessuno in questo momento è titolato a chiedere i dati. Il movimento non ha un capo né legale né politico. Lo ha ribadito ieri nero su bianco in un lungo post. Se Rousseau concedesse i dati a Conte violerebbe la legge. Questa la posizione dell’Associazione. Che spinge per l’elezione, come da statuto, del nuovo comitato direttivo a 5. Un ostacolo non da poco per l’avvocato del popolo. E che in questi giorni scorsi ha più volte ribadito che la lista degli iscritti può essere consegnata solo al rappresentante legale. E il tribunale di Cagliari (seguito dalla Corte d’Appello) ha messo in discussione il fatto che il Movimento ne abbia uno in questo momento. Il divorzio orami è nei fatti.

La dirigenza al fianco dell’ex premier: basta ricatti

Dopo lo sconcerto dei parlamentari che corre sulle chat è partita la crociata della dirigenza pentastellata a favore di Conte. “Come esponente del Movimento e iscritto che ha pagato regolarmente le quote Rousseau, credo di aver diritto ad esprimere il mio voto per Giuseppe Conte. Su una piattaforma o su un’altra. Il Movimento ha il diritto di utilizzare i dati relativi ai propri iscritti”. Parola del ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

Per il sottosegretario al Viminale, Carlo Sibilia, il braccio di ferro di Rousseau non fa bene a nessuno. “Questo susseguirsi di provocazioni da parte dell’Associazione deve terminare il prima possibile, si chiuda un accordo nel miglior modo possibile e ognuno vada per la propria strada”. Il deputato Leonardo Penna parla addirittura di “golpe” per ostacolare Conte.

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