L’infettivologo Andreoni sdogana Astrazeneca per gli under 60 con un “ma”: magari non alle donne

martedì 4 Maggio 10:26 - di Prisca Righetti
Astrazeneca non alle donne

Vaccini, l’infettivologo Massimo Andreoni ad Agorà su Raitre sdogana Astrazeneca per gli under 60 con un “ma”: magari non alle donne. E sempre partendo da un presupposto basilare: vaccinare il più possibile, anche con interventi last minute a tutti. E allora, Astrazeneca sì, ma con dei paletti. È questo il pensiero espresso dal direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. Il quale, ospite ad Agorà su Raitre, non ha dubbi sull’approccio riveduto e corretto al siero anglo-svedese e suggerisce: «Se si entrasse nell’ordine delle idee di vaccinare contro Covid-19 con AstraZeneca anche sotto i 60 anni, e io non sarei contrario, magari si potrebbero creare delle limitazioni che sono anche comprensibili».

L’infettivologo Andreoni: va bene Astrazeneca agli under 60, ma magari non alle donne

La domanda sorge spontanea: che tipo di limitazioni? Esaustiva e pragmatica la risposta: «Si tenga conto che questi eventi eccezionali», ossia le trombosi rare che sono state oggetto di valutazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco Ema, «hanno riguardato sostanzialmente il genere femminile. E quindi si potrebbe cercare di dare una spiegazione tecnica alle scelte che si fanno. Cercando di farle capire alle persone». Insomma, niente panico e basta allarmismi. Ma cautela, quella sì, e declinata a quanto fin qui rilevato da studi e pratica vaccinale. E allora: «Certamente l’esigenza principale è quella di raggiungere la vaccinazione globale e sul vaccinare i fragili siamo tutti d’accordo», sottolinea Andreoni. Ma c’è un ma…

«Se le prenotazioni non sono state sufficienti vaccini last minute a tutti»

E l’infettivologo ne spiega il perché a stretto giro. «Io però vedo ad esempio nel Lazio, Regione che sta lavorando benissimo sui vaccini, grandi hub che hanno difficoltà a raggiungere il numero di capacità totale che avrebbero. Siccome noi vacciniamo su prenotazione, 24 ore prima della chiusura della giornata vaccinale, se le prenotazioni non sono state sufficienti, si potrebbe aprirle a tutti quanti i cittadini». Una considerazione di buon senso, quella avanzata da Massimo Andreoni ad Agorà su Rai3, che parte da una motivazione innegabile: quella per cui la missione è – e deve essere – «non perdere tempo prezioso. E fare ogni giorno il massimo di iniezioni scudo. Alcuni piccoli strumenti per cercare di incrementare la possibilità di vaccinazione – osserva – devono essere messi in atto».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica