L’assalto di scontenti e Sardine al Pd: nasce “Prossima”. Nel Manifesto anche le adozioni gay

venerdì 21 Maggio 20:57 - di Viola Longo
pd prossima

Dice: «Non è una nuova corrente del Pd». Certo le somiglia. O, per lo meno, somiglia a una prova tecnica. È “Prossima”, l’aggregatore politico che debutterà domani con un’iniziativa in streaming e alla quale partecipano, tra gli altri, la sardina Mattia Santori, l’assessore dell’Emilia Romagna Elly Schlein e Giuliano Pisapia. Dunque, ha spiegato il promotore Marco Furfaro, “Prossima” non è una corrente «perché non siamo tutti del Pd».

Pd: nasce “Prossima”, poi si vedrà per fare cosa

Ma cos’è allora questa “Prossima”, che fa pensare a nuovi motivi di rivalità a sinistra? È il primo passo per una corrente? Un tentativo di partito? Una serpe in seno al Pd? Un esperimento, poi si vedrà per fare cosa? Stando alle parole di Furfaro sarebbe «una rete politico culturale aperta e che ha legami con l’esterno. Anche con chi non è del Pd». A partecipare, tra gli altri oltre ai nomi già citati, saranno anche il presidente della commissione Regeni Erasmo Palazzotto, Enza Rando di Libera, Francesca Chiavacci di Arci.

Sulla barca anche gli ex zingarettiani

E poi, ancora, diversi dirigenti e amministratori dem da Michele Emiliano alla presidente Pd, Valentina Cuppi, Paola De Micheli e tre ex della segreteria Zingaretti: Nicola Oddati, Stefano Vaccari, Marco Miccoli. Dunque, «c’è anche quel pezzo lì», ha detto Furfaro, parlando con l’Adnkronos dell’area degli ex-zingarettiani di sinistra. «Ma questa è un’iniziativa che guarda avanti. Non è una “cosa” di zingarettiani… L’idea è quella di provare a costruire un luogo per aiutare il Pd nell’apertura e nella discussione sull’idea di società che vuole costruire», ha aggiunto Furfaro, in un politichese che può voler dire tutto e il contrario di tutto.

“Prossima” promuove la tassa della discordia

«”Prossima” – ha quindi aggiunto Furfaro – si inserisce nel percorso delineato dal segretario», quando ha parlato di Agorà. Domani presenterà un suo Manifesto, che contempla «anche quella della tassa di successione, ma Letta ci ha anticipato…». Dunque, i promotori di “Prossima” sono fra i pochi – ma diciamo anche pochissimi – ai quali è piaciuta l’idea di tassare gli italiani per dare una “dote” ai 18enni. «Occorre una visione del mondo e occorre battersi per quello. E per questo serve, oggi più che mai, dare anima e identità al Partito democratico» e «va fatto con coraggio».

Nel Manifesto legge contro l’omofobia e adozioni gay

Il Manifesto è un documento di 24 pagine, nel quale si parla tra l’altro di un «manovratore» che il Pd non deve avere paura di «disturbare» con la propria presenza nel governo, «come troppe volte è accaduto in passato». Per il resto vi si parla di Europa, donne, migranti, legge sull’omofobia e di adozioni per coppie omosessuali e single, legge sullo Ius soli, sul fine vita. E poi, ancora, di reddito universale e riduzione dell’orario di lavoro. Poi un punto sulla legge elettorale che deve essere maggioritaria e «garantire rappresentanza alle forze minori». Passaggio che, in questo contesto, può suscitare anche qualche sospetto sul fatto che “Prossima” si pensi altrove rispetto al Pd, in un futuro forse neanche troppo lontano.

Zingaretti: «Non interessato alle correnti»

«Nicola domani non andrà», ha fatto sapere lo staff di Zingaretti, che evidentemente si dev’essere sentito chiamato in causa. «Iniziativa assolutamente legittima, ma Zingaretti fa il Presidente di Regione. Si è dimesso in polemica con le correnti, e quindi non fa e non sta dietro a correnti», hanno chiarito ancora dall’entourage dell’ex segretario, che ha recapitato al consesso un messaggio non esattamente di benvenuto.

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