Pd alle comiche finali: le Sardine “invadono” il Nazareno. La presidente dem: «Benvenute»

sabato 6 Marzo 13:31 - di Francesca De Ambra
Sardine

Ora anche le Sardine. Non bastavano la guerra tra correnti e il dileggio di Grillo a rendere dura la vita di Zingaretti e compagni. Ora il Pd dovrà vedersela anche con quella che Carlo Calenda ha ironicamente salutato come «l’invasione delle Sardine». I pesciolini rossi stanno infatti sotto la sede del Nazareno. A guidarli Mattia Santori, che cerca di sfruttare la crisi del Pd per ritagliarsi il suo momento di gloria. Niente di più caro alla retorica de sinistra di un bivacco con tende e sacchi a pelo e il programma con scritto: «A oltranza». E infatti c’è subito chi parla di «iniziativa da accogliere con entusiasmo». Si chiama Valentina Cuppi. Non la conosce nessuno, ma è la presidente del Pd.

Santori: «Le assemblee tra pochi non bastano più»

Un assembramento che, alla luce dell’emergenza sanitaria, è anche un piccolo capolavoro di ipocrisia. Dopo aver tanto criticato il centrodestra per le sua manifestazioni durante la pandemia, le Sardine optano infatti per l’okkupazione old style in piena terza ondata. Con la differenza che FdI, Lega e FI in piazza ci andavano  per difendere le categorie produttive massacrate dalla crisi. Santori e compagni, al contrario, ci scendono nella speranza di acquisire titoli di merito per un posto in Parlamento quando sarà. «Oggi si va al Nazareno a dire che le assemblee tra pochi non bastano più», recita non a caso il post mobilitante pubblicato da Santori su Facebook.

Le Sardine: «Nessuno si sporca le mani»

E ancora: «Oggi andiamo a chiedere una nuova fase costituente: aperta, democratica, innovativa. Non per il Pd, non per le sardine. Ma per tutti gli apolidi della politica». Segue la solita retorica sull’impegno e sul “chi te lo fa fare”. «Ci sono mesi in cui rimpiangi di non essertene stato zitto e buono. Poi ti guardi intorno e vedi ancora schiere di opinionisti, flotte di disillusi, plotoni di culi pesi e tastiere pesanti. Apprezzo i benpensanti ma non è con le penne fini che le cose cambieranno. Stimo gli intellettuali, ma credo che quando si tratta di ricostruire serva soprattutto chi si sporca le mani». Solo alla fine Santori esprime un concetto che assomiglia ad una tesi politica: «Pensate quello che vi pare, ma la crisi del Pd è la crisi del centrosinistra». Tutto qui quel che passa il convento delle Sardine.

 

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