L’accusa di Feltri: “Gli editori se non stanno a sinistra si sentono male, in Italia vince il conformismo”

lunedì 24 Maggio 8:12 - di Marta Lima

“Chi oggi mi chiama giornalista, lo querelo”, esordisce Vittorio Feltri in una lunga intervista sul “Corriere della Sera” nella quale smentisce una sua uscita di scena dopo l’avvento, a “Libero“, di Alessandro Sallusti. Feltri nega ruggini con il nuovo arrivato – come riportato dal “Fatto” – se non per vicende ormai passate, e spiega che nonostante la sua uscita dall’Ordine dei Giornalisti, non rinuncia a dire la sua e per farlo viene anche ben pagato dai suoi editori.

I giornalisti di destra, secondo Vittorio Feltri

“Il mercato e i social hanno affondato la carta stampata e sopravviviamo perché ci comprano i vecchi. Purtroppo, il Covid ce ne ha ammazzati tanti”, spiega Feltri, che poi spiega così la posizione di minoranza dei giornalisti e dei direttori di destra. “La stampa italiana è d’un conformismo mostruoso. Il Paese è diviso a metà, ma la maggioranza degli editori, per moda, se non sta a sinistra si sente male. Dall’altra parte siamo pochini. Anch’ io da ragazzo ero di sinistra con idee di destra. Ora sono di destra con idee di sinistra. Per esempio sul fisco: sono per rendere note tutte le dichiarazioni fiscali e creare un controllo sociale”.

La sinistra, Travaglio e i Cinquestelle

Il direttore editoriale di “Libero“, che affiancherà Sallusti e che non ha nessuna intenzione di uscire di scena, si dichiara un estimatore di Marco Travaglio e di Padellaro, “ma i 5 Stelle mi stanno sulle palle”.

“Comunque, noi della stampa ormai siamo di serie B. Da quando c’è la dittatura d’internet, stiamo tutto il giorno a farci ipnotizzare dal computer, autoreferenziali. E pochi ormai alzano il culo. Cito solo la cronaca nera, che è un romanzo. Una volta la faceva Buzzati, la seguivamo per settimane. Prenda invece il caso di Benno, il ragazzo di Bolzano che ha ucciso i genitori: già archiviato. Il vecchio Nutrizio, alla Notte , mi diceva: se non riesci a far funzionare il cervello, consuma almeno le scarpe”, dice Feltri, che dichiara di odiare anche la tv.

“Non ho simpatia. Questa mania d’esporsi è una malattia. Io non ce l’ho: quando m’ invitano, sbuffo. Vado solo da Giordano perché l’ho assunto io e m’ è simpatico. O da Myrta Merlino, che conosco da una vita”. E il Quirinale? Una volta prese 46 voti alle elezioni per il Quirinale… “No. Si guadagna troppo poco”, conclude Feltri.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *