Vittorio Feltri demolisce Lilli Gruber, la “grillina”: «Conduci una trasmissione penosa»

venerdì 29 Gennaio 15:07 - di Gabriele Alberti
Feltri Gruber

Giornata intensa per Vittorio Feltri. Troppe cose sono indigeste per l’acuminato direttore di Libero e saggista. Anzitutto indigesta è la trasmissione di Lilli Gruber, Otto e mezzo su La7. Forse, ancor più indigesta delle altre quella del 28 gennaio, ospite d’onore Andrea Orlando e l'”imprescindibile” Travaglio. Questi è in crisi, perché ormai il suo idolo politico, Giuseppe Conte, sta per lasciare Palazzo Chigi. E c’è una Gruber che in piena crisi di governo si è scoperta “Contiana” di ferro, del tutto appiattita sulla posizione del direttore del Fatto. Dunque. “Lilli la rossa”, come un tempo veniva soprannominata nei tempi andati della sua permanenza in Rai, si è scoperta più grillina che di sinistra.

Feltri alla Gruber: ecco come liberarsi di lei

Feltri trova irrimediabilmente indigesta la puntata. Ed è proprio contro questa “metamorfosi”  della conduttrice che Feltri piazza il suo twitter:  “Propongo la Gruber segretaria al posto di Nicola Zingaretti – premette il direttore di Libero -. Così almeno la smette di fare la grillina. E di condurre una trasmissione penosa“. La chiosa è un attacco veemente. Sottotesto, ironico, naturalmente: se diventasse leader del Pd, avremmo due vantaggi: ci si libera televisivamente di lei e la si fa tornare a sinistra.

“Con Di Maio raschiamo il fondo del barile”

Del resto Otto e mezzo è diventata “Tele-Conte”:  la “lista degli ospiti” della Gruber, da settembre 2016 a gennaio 2020, vede in testa proprio Travaglio, Beppe Severgnini, Andrea Scanzi e, naturalmente il fondatore del Fatto, Antonio Padellaro. Insomma, un programma a senso unico. E proprio ai grillini Feltri riserva una dose di critiche massicce anche più tardi, ospite di Del Debbio su Rete 4: “Non sono convintissimo che Conte non riesca a fare il Conte-ter. Mi auguro che non ce la faccia. Però il successore di Conte chi può essere?”, dice rispondendo al conduttore:  c’è  la voce secondo la quale il presidente del Consiglio potrebbe diventare Luigi Di Maio“. “Ci manca solo che arrivi lui – inorridisce Feltri mai parco di “elogi” vers , che potrebbe tenere delle conferenze interessanti sull’uso del congiuntivo, come sai. Ma anche sulla geografia mondiale. Ma adesso non esageriamo, vorrebbe dire raschiare il fondo del barile“, conclude il direttore di Libero. 

 

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