La pagliacciata del milionario Fedez col cappellino griffato manda in delirio la sinistra (video)

domenica 2 Maggio 9:24 - di Luca Maurelli

Il cappellino griffato dalla Nike, azienda con la quale casualmente ha un pubblico contenzioso per una vicenda che riguarda un paio di scarpe “horror” non autorizzate dal brand ufficiale (in violazione delle norme Rai sullapubblicità occulta, tra l’altro) La telefonata di Fedez sulla presunta censura della Rai registrata, casualmente, prima di andare in onda. Il monologo incentrato su una frase mai pronunciata da nessun vertice della Lega contro i gay per promuovere il ddl Zan su cui, casualmente, il centrodestra è contrario, per ragioni politiche e che nulla hanno a che vedere col razzismo. Tutto previsto, anche la claque della sinistra. La sceneggiata e il comizietto di Fedez al Primo Maggio hanno colpito nel segno a sinistra, mandando in sollucchero opinionisti e leader. Una giornata triste per la democrazia, il sindacato, il lavoro e perfino per la musica.

Fedez e il delirio del Primo Maggio

“E’ la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Raitre mi hanno chiesto di ometterne dei partiti e dei nomi e di edulcorarne il contenuto”, ha detto Fedez, il rapper milionario marito di Chiara Ferragni. “Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutta la responsabilità di ciò che dico e faccio Il contenuto di questo intervento è stato definito inopportuno dalla vicedirettrice di Raitre”, ha spiegato.

L’autocensura su Grillo, Scanzi e Bibbiano

Ma perché non ha parlato anche delle accuse di Beppe Grillo alla ragazza che sarebbe stata stuprata dal figlio, per esempio? Il tema della violenza sulle donne non gli interessava? E degli scandali della magistratura di sinistra? E delle inchieste di Bibbiano sui bambini abusati? E delle Ong inquisite per traffico di migranti? E dei suoi amici Scanzi, il bay vaccinato, e Zingaretti che negavano la pericolosità del Covid? Andiamo avanti?

In tv dovrebbe esserci la par condicio, anche quando si fa finta di fare musica…

L’appello al premier Draghi

“Buon primo maggio e buona festa a tutti i lavoratori, anche a chi un lavoro ce l’ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. Per i lavoratori degli spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario, capisco che il calcio è il vero fondamento di questo paese. Non dimentichiamo che il numero dei lavoratori del calcio e dello spettacolo si equivalgono. Non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore decimato dall’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni ’40… Caro Mario, come si è esposto riguardo alla Superlega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo”, ha detto rivolgendosi al premier Mario Draghi.

Lo spot a favore del dl Zan

Quindi, il capitolo relativo alla legge contro l’omofobia, con le farneticanti interpretazioni della legge in discussione in Parlamento: “Questa era la parte approvata, ora arriva la parte forte… Due parole sull’uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari”, ha deto riferendosi all’esponente leghista, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, che ha deciso di incardinare il ddl Zan sull’omofobia ma tenendo per sé il ruolo di relatore. “Ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare come il Ddl Zan, già approvato alla Camera, può essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. D’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento che si è distinto negli anni per la lotta all’uguaglianza. Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità rispetto al Ddl Zan” compreso “il vitalizio di Formigoni” che è “più importante della tutela dei diritti di tutti”.

Quindi, la chiusura: “Il presidente dell’associazione Pro Vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe, è stata la prima voce a sollevarsi contro il Ddl Zan ma non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Cari antiabortisti, non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa”.

La telefonata registrata da Fedez

Ecco il video della telefonata che Fedez ha registrato prima di andare in onda, sostenendo poi di essere stato vittima di una censura che però poi non si è realizzata, ma il rapper ne ha fatto uno show, costruito a tavolino.

 

“La direzione di Rai3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista”. E’ quanto spiega Rai3 in una nota. “In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che – prosegue la nota – l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: “Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà.” E ancora: “Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua.”

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