In Gran Bretagna cittadini europei trattenuti nei centri per l’immigrazione: «Non avevano il visto»

sabato 8 Maggio 12:32 - di Agense Russo
gran bretagna europei

Fermati alla frontiera e trattenuti anche una settimana nei centri per l’immigrazione. Dopo la Brexit la Gran Bretagna adotta la linea dura anche nei confronti dei cittadini europei che cercano di entrare nel Paese senza i requisiti richiesti dal nuovo corso. Finora sarebbero una trentina i cittadini europei sottoposti a questa procedura, tra loro vi sono tedeschi, greci, rumeni e spagnoli e un paio di italiani.

Il governo britannico non ha fornito numeri

A dare la misura del fenomeno è stato il sito Politico.eu, spiegando come si tratti soprattutto di giovani che cercavano di entrare nel Paese probabilmente per lavorare, ma senza visto o residenza. Il sito ha citato fonti diplomatiche, mentre il ministero degli Interni britannico non ha ancora reso noto quanti siano stati in tutto gli europei trattenuti nei centri dal primo gennaio.

«Europei trattenuti nei centri per l’immigrazione»

Gli europei, spiega Politico.eu, sono stati trattenuti nei centri per l’immigrazione fino a sette giorni prima di essere costretti a rimpatriare. Si tratta di un periodo molto lungo, attribuibile anche alla difficoltà a trovare un volo di rientro nel loro Paese a causa dell’epidemia di Covid. Un diplomatico citato dal sito ha però definito questo tempo «sproporzionato». Le ambasciate dei Paesi europei hanno offerto consulenza legale e sono intervenute per cercare di ridurre la detenzione, ma pare che non tutti gli europei bloccati si siano rivolti alle sedi diplomatiche. Molti dei ragazzi fermati cercavano di entrare in Gran Bretagna per lavorare alla pari nelle famiglie o cercare lavori poco qualificati per un breve periodo di tempo.

Fonti italiane minimizzano: «Rispettate le procedure»

Fonti diplomatiche italiane, interpellate dall’Adnkronos, hanno precisato che «non esiste un caso» e che gli italiani fermati alla frontiera da gennaio sono solo uno o due. «Sono state interamente rispettate le procedute» in vigore dallo scorso primo gennaio, hanno chiarito, ricordando che in Gran Bretagna non è più consentito «l’ingresso per lavoro, se non si dispone di regolare contratto o di un visto». Gli europei respinti invece avrebbero dichiarato di voler entrare nel Paese per lavorare, ma senza averne i requisiti. «La presenza italiana in Gran Bretagna era e continua a essere altissima. Moltissimi italiani, decine di migliaia se non di più, sono rimasti e hanno ottenuto il permesso di soggiorno», ha precisato la fonte, ricordando che i moltissimi giovani che arrivavano in Gran Bretagna senza espletare procedure burocratiche, «ora dovranno preparare il terreno in precedenza».

Le nuove procedure per entrare in Gran Bretagna

Dopo la Brexit i cittadini europei possono entrare in Gran Bretagna per lavoro solo con un visto o nel quadro dell’Ue Settlement Scheme, che riguarda chi viveva nel Paese prima della Brexit. Altrimenti, gli europei possono entrare per turismo e rimanere per 90 giorni al massimo. Ma la polizia di frontiera mantiene il diritto di respingere europei se ci sono ragionevoli dubbi circa la loro intenzione di lavorare durante il loro soggiorno.

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