Il Pd lo corteggia e Fedez già si atteggia a leader populista: «Politici, restituite i soldi del 2×1000»

lunedì 3 Maggio 19:57 - di Michele Pezza
Fedez

«I politici si decurtino quota 2×1000 per darli ai lavoratori». Né rapperinfluencer, Fedez è ormai un leader a tutto tondo della social politics. È lui stesso ad ammetterlo e proprio nel momento in cui si rivolge ai politici per  negarlo: «Io non sono un vostro collega». Lo è, invece. Come lo era il Beppe Grillo del Vaffaday. L’appello a devolvere ai lavoratori i soldi destinati liberamente donati ai partiti segnala infatti un cambio di guardia nella diffusione della protesta. E anche che Fedez è già nel solco complanare alla politica tracciato dall’ex-comico. Il bersaglio resta sempre la “Casta della politica“. Oggi le si intima di restituire il 2×100, come ieri i vitalizi. La differenza è che ora vale anche per i 5Stelle.

Da Letta un goffo tentativo

È tutto talmente chiaro che induce quasi a tenerezza il goffo tentativo di Enrico Letta («la Rai chieda scusa a Fedez») di arpionare il marito della Ferragni per rimpinguare il livello di empatia del suo Pd. Un’operazione tentativo maldestra che odora di collateralismo fuori tempo massimo. Fedez gioca in proprio. Il ddl Zan è per lui solo un taxi da prendere al volo a maggior gloria di se stesso e della premiata industria che insieme alla consorte rappresenta. Apposta ha scelto di parlare solo di quella legge e non anche del lavoro, nonostante si festeggiasse il 1° Maggio. Fosse davvero così sensibile alle sorti del mondo gay, non avrebbe mai detto di Tiziano Ferro che «ha mangiato più würstel che crauti».

Ma Cuperlo: «Fedez non è il simbolo della sinistra»

Ben più sveglio di Letta si è rivelato perciò Gianni Cuperlo, anch’egli del Pd. Almeno ha mantenuto le distanze: «Fedez non è il simbolo della sinistra». Lo ha detto a scanso di equivoci. Con la fregola di arruolare ogni fesso che passa, chi assicura che domani la gauche non si ritrovi a pendere dalle labbra del frontman di Amazon? Già, sarebbe davvero da scompisciarsi dalle risate se dopo tante polemiche, in nome dei lavoratori, sul Jobs Act di Matteo Renzi il Pd si vedesse costretto a sostituire i ritratti di Giuseppe Di Vittorio con le foto di Jeff Bezos.

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