Esplode la “bomba” Casalino: l’ira dei gruppi M5S sui soldi e il ruolo dell’ex portavoce: il retroscena

sabato 22 Maggio 16:08 - di Giorgia Castelli
M5S

I rumors di un possibile ritorno di Rocco Casalino alla Camera nella squadra del M5S fanno scoppiare il putiferio tra i grillini, già logorati dalle divisioni interne. Conte, nonostante la difficile partita per ottenere i dati degli iscritti, al momento ancora nelle mani di Rousseau, continua a lavorare alla rifondazione del Movimento 5 Stelle. Ora, secondo indiscrezioni di Palazzo l’obiettivo dell’ex premier sarebbe quella di attingere alla squadra della comunicazione che aveva a Palazzo Chigi. E tra questi, per l’appunto, ci sarebbe il portavoce Casalino. Un’ipotesi che provoca mugugni. I fastidi si susseguono.

M5S, il retroscena

Come si legge in un retroscena de ilgiornale.it, «Casalino rientra a Montecitorio per due ragioni: avere uno stipendio e dettare il verbo di Giuseppe Conte nelle Aule». Un’idea che molti pentastellati non sono disposti a digerire. Un parlamentare si lamenta: «Finora Conte non ha detto cosa vuole fare del Movimento 5 Stelle, qual è il progetto che ha in testa, come sarà la struttura. Sta continuando a prendere tempo, insomma. Eppure, nel frattempo, fa tornare i suoi fedelissimi nello staff». E un altro sempre a ilgiornale.it puntualizza: «Sapevamo tutti che sarebbe tornato. Casalino, per mesi, ha avuto un ufficio libero alla Camera, in previsione di una possibile caduta del governo e nel budget c’è stata sempre una voce dedicata all’eventuale rientro di chi lavorava con il governo. Tra cui Casalino».

Il ruolo e la questione economica

Come anticipato ieri da La Stampa, l’insistenza sul ritorno in campo di Casalino potrebbe addirittura acuire le già accese divergenze interne. Il nocciolo della questione verterebbe sul suo ruolo e su quanto dovrebbero sborsare i grillini per il suo stipendio. Secondo quanto apprende ilGiornale.it,  «non c’è alcuna intenzione di sbarrare la strada all’assunzione di Casalino. Ma deve essere chiaro che lui si occuperà di Conte e non del lavoro dei deputati. Per questo lavoro esiste una struttura comunicativa già funzionante». Per quanto riguarda poi i risvolti economici della vicenda, tenuto conto della scarsa disponibilità di cassa,  un’altra fonte dice sempre a ilgiornale.it: «Si deve scordare lo stipendio di Palazzo Chigi».

 

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