È morto Charles Grodin, il volto irriverente della commedia americana libera dal politically correct

mercoledì 19 Maggio 14:35 - di Giulia Melodia
è morto Charles Grodin

Se n’è andato anche lui, Charles Grodin, morto a 86 anni nel Connecticut, per un tumore al midollo spinale. Hollywood dice addio al protagonista di commedie garbate, pur nell’irriverenza. Quelle libere dai condizionamenti del politically correct che potevano permettersi anche di strappare qualche sorriso su temi diventati poi, nel corso del tempo, tabù intoccabili. Charles Grodin, infatti, è stato l’attore di quelle che un tempo si sarebbero chiamate le sophisticated comedy. Quelle in cui, con garbo e vis ironica, ha prestato volto e mimica irresistibile. un carnet di interpretazioni, il suo, che annovera successi di sempre come Il paradiso può attendere, il film che ha toccato le corde della commozione e dell’ilarità, pur affrontando l’argomento di una morte prematura.

È morto Charles Crodin, volto della “sophisticated comedy” degli anni ’80 e ’90

E ancora. È stato il protagonista di Beethoveen, e del suo sequel, Beethoveen 2: un’incursione graffiante che, nel mescolare comicità e humour graffiante, giallo e commedia degli equivoci, ha raccontato gioie e dolori della gestione casalinga di un amico a 4 zampe voluminoso e “ingombrante”. Insegnandoci a ridere dei nostri difetti e persino del diavolo: come in Rosemary’s Baby-Nastro rosso a New York (1968), in cui ha rivestito il ruolo di un ostetrico di un film horror. Ma Charles Crodin, talento istrionico e personalità eclettica, è forse celebre soprattutto per il ruolo di Fred Wilson nel remake di King Kong del 1976. Diretto da John Guillermin. Prodotto da Dino De Laurentiis, la pellicola, remake del classico  datato 1933, che farà incetta di Oscar grazie agli effetti speciali firmati da Carlo Rambaldi e che catapulterà l’attore nel mondo dei kolossal hollywoodiani.

Una carriera brillante, la sua, con un solo rimpianto…

Un mondo a cui faranno da contraltare le commedie con Gene Wilder, come La signora in rosso (1984) o quelle stile Dave. Presidente per un giorno, targata Ivan Reitman, altro illustre padre nobile della commedia a stelle e strisce. Un genere a cui Grodin ha dato tanto: a partire dagli esordi con Il rompicuori di Elaine May. Passando per Prima di mezzanotte, che lo ha visto recitare al fianco di Robert De Niro (1988). E fino alle ultime performance di The Humbling di Barry Levinson, con Al Pacino, e di The Commedian di Taylor Hackford, rispettivamente del 2014  e del 2016. I titoli che chiudono una carriera luminosa, a cui l’attore ha affiancato quella di scrittore, regista, commentatore politico e conduttore televisivo. Una carriera oscurata, forse, da un unico rimpianto: quello di aver rifiutato, nel 1964, il ruolo da protagonista ne Il Laureato, andato – come tutti sanno – al collega Dustin Hoffman.

 

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