È morto a 106 anni Norman Lloyd, attore cult di Hitchcock e Chaplin, preside in “L’attimo fuggente”

mercoledì 12 Maggio 14:33 - di Priscilla Del Ninno
Norman Lloyd e Hitchcock

Norman Lloyd, attore, regista e produttore statunitense, era la star di Hollywood più longeva del firmamento a stelle e strisce. Un veterano della fabbrica del sogno americana, che da Alfred Hitchcock a Charlie Chaplin. Passando per Jean Renoir e Richard Brooks, vantava il primato di aver recitato con i più grandi maestri della storia del cinema d’oltreoceano. Oggi, però, quel record smette di esistere: anche l’ultima star testimone della Hollywood dell’epoca d’oro,  se ne è andata. Lloyd è morto a 106 anni nella sua casa di Los Angeles. Un addio, il suo, che risale allo scorso 11 maggio. Anche se l’annuncio della sua scomparsa, riferito dall’amico produttore Dean Hargrove, arriva solo in queste ore.

È morto Norman Lloyd, star per Hitchcock e Charlie Chaplin

Dunque, anche il più prestigioso veterano della settima arte. L’ultimo testimone di una Hollywood che fu. Uno dei protagonisti più amati dell’epoca d’ora dei grandi maestri di sempre, ha detto addio alle scene a alla vita. Lui, che il mondo credeva invincibile e eterno come il cinema che ha rappresentato. Un cinema forte del genio e dell’estro creativo di cineasti del calibro di Alfred Hitchcock, Charlie Chaplin, Jean Renoir e Richard Brooks, solo per citare qualche esempio. Un cinema in cui Lloyd ha impresso la sua impronta a caratteri di fuoco e grazie a quei titoli in bianco e nero che hanno alimentato l’immaginario, nutrendolo di capolavori intramontabili. Un passato di celluloide che negli ultimi anni della sua lunga vita, Lloyd ha spesso omaggiato e ricordato in numerose iniziative celebrative.

Addio a Lloyd: tante le retrospettive e gli eventi che Hollywood gli ha dedicato

Non a caso, l’amico Hargrove di lui ha raccontato: «Il suo terzo atto è stato davvero il momento migliore della sua vita», ha detto il produttore, riferendosi alle numerose retrospettive ed eventi di Hollywood a cui Lloyd aveva partecipato negli ultimi decenni. «Diceva spesso che il segreto della sua vita lunga – ha detto il produttore sull’amico appena scomparso – e per lo più senza malattie, era stato quello di evitare le persone sgradevoli». E allora, Norman Lloyd, pseudonimo di Norman Perlmutter, era nato a Jersey City l’8 novembre 1914. Esordì al cinema nel 1939 in The Streets of New York e si affermò tre anni dopo con I Sabotatori (1942) famoso titolo di Alfred Hitchcock, nel ruolo del cospiratore filonazista Frank Fry: indimenticabile la sua figura ricca di sfumature e chiaroscuri. Ed il finale, in cui precipita dalla Statua della Libertà (l’immagine postata da un frame di quel momento del film ndr).

L’indimenticabili interpretazioni, da Hitchcock a “L’Attimo fuggente” di Peter Weir

-Non solo. Tutti noi ricordiamo Lloyd anche per uno dei ruoli più noti della sua carriera. Quello interpretato nel 1989 con l’autoritario preside Nolan del liceo de L’attimo fuggente, l’opera struggente firmata da Peter Weir, con l’indimenticabile Robin Williams e un giovane Ethan Hawke. Prima, e nel mezzo, tante e varie le sue interpretazioni per il grande schermo. Intense, per esempio, le apparizioni di Lloyd negli anni ’40: come ne Il fantasma di Lewis Allen (1945). Gli ammutinati di Sing Sing di H. Bruce Humberstone (1945). L’uomo del sud di Jean Renoir (1945). Io ti salverò, per l’appunto di Alfred Hitchcock (1945). Salerno, ora X di Lewis Milestone (1945). Una lettera per Eva di Jules Dassin (1946). Una giovane vedova di Edwin L. Marin (1946). Anni verdi di Victor Saville (1946). La morte è discesa a Hiroshima di Norman Taurog (1947). Occhio per occhio di George Sherman (1949). Il regno del terrore di Anthony Mann (1949). E ancora: negli anni Cinquanta, Richard Brooks lo ha diretto in L’immagine meravigliosa” (1952), mentre con Chaplin, del quale Lloyd è stato grande amico, in Luci della ribalta (1952), è stato interprete dell’impresario Bodalink.

Lloyd, l’impegno negli Anni 50, dopo il teatro. Hitchcock e Chaplin

Poi, all’inizio degli anni Cinquanta, complice il maccartismo, interruppe bruscamente la sua carriera cinematografica. Una situazione che, per oltre vent’anni, Lloyd colse per dedicarsi esclusivamente a teatro ed in televisione. In particolare si ricordano le sue interpretazioni di alcuni episodi della serie Alfred Hitchcock presenta. Ma anche apparendo in numerose serie televisive celebri degli anni ’70 e ’80. Come Quincy. Star Trek: The Next Generation. La signora in giallo. Kojak. E Ai confini della realtà. Invece, il ritorno sul set verso la fine degli anni ’70, avrebbe  visto Lloyd  tra i protagonisti dei telefilm Seven Days (1998-2001) e The Practice-Professione avvocati (1997-2003): titoli che abbracciano anche gli anni 90. E che comprendono, come detto, l’Attimo fuggente. Nel 2015, infine, Lloyd  recitò per l’ultima volta in Un disastro di ragazza, di Judd Apatow.

Un talento eclettico: non tutti sanno che Lloyd fu attore, produttore e regista

Ma Lloyd, ricorda l’Adnkronos, è stato anche produttore di 39 film. Oltre che attore in 68 titoli. E regista di 22 pellicole. È stato sposato dal 1936 con l’attrice Peggy Craven e solo la morte di lei, il 30 agosto 2011, li ha separati. Insieme hanno avuto due figli. È stato grande amico di Christopher Lee, Charlie Chaplin e Orson Wells, altro genio che lo ha diretto in teatro. Nel novembre 2014, in occasione del suo centesimo compleanno a Los Angeles, il mondo dello spettacolo gli ha reso omaggio in quanto uno fra gli ultimi testimoni dell’epoca d’oro della Hollywood classica allora insieme a Kirk Douglas (1916-2020) e Olivia de Havilland (1916-2020). Anche loro, insieme a Lloyd, indimenticabili maestri di sempre.

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