Coprifuoco, duro scontro in tv, Cacciari attacca Galli e il governo: la logica dell’orario è assurda (video)

mercoledì 5 Maggio 13:58 - di
coprifuoco Cacciari e Galli

Coprifuoco, è scontro in tv tra Cacciari e Galli: e sono scintille a “Cartabianca” dalla Berlinguer. Proprio mentre le Regioni propongono di ampliare alle 23 il coprifuoco così da permettere di poter lavorare la sera. Con il tira e molla sull’orario della misura restrittiva, penalizzante per il turismo e, in particolare per i settori dell’accoglienza, dell’intrattenimento e della ristorazione. E il governo che continua a incassare le rivendicazioni dei partiti interni all’esecutivo e dell’opposizione, ieri sera a carta Bianca, dalla Berlinguer, va in onda l’ultimo acceso scontro che il dibattito in corso registra alacremente, tutti i giorni: quello tra Massimo Cacciari e il virologo Massimo Galli. L’esperto che, sommerso da polemiche e attacchi, ha più volte annunciato e ritrattato il suo addio alle partecipazioni tv.

Coprifuoco, è scontro in tv tra Cacciari e Galli: scintille a “Cartabianca” dalla Berlinguer

Ed è uno scontro duro. O, per essere più diplomatici, un confronto acceso, quello avvenuto a favore di telecamera tra il filosofo e il professore dell’ospedale Sacco di Milano. Un botta e risposta (video dal sito Adnkronos che lo riprende da Raiplay), senza esclusione di colpi, che riverbera sul piccolo schermo malumori e criticità legati a coprifuoco e orari di chiusura. “La questione dell’orario è assurda”, dice Cacciari. “La logica è limitare l’uscita delle persone”, replica Galli nel prolungato duello. E in mezzo, stoccate e j’accuse che, se non portano nulla di nuovo alla discussione politica, la dicono comunque lunga sulle fazioni in campo.

Coprifuoco, Galli prova a togliersi qualche sassolino dalla scarpa…

Galli, in collegamento con Bianca Berlinguer, entra nel discorso più che altro deciso a levarsi qualche sassolino dalla scarpa. tanto che, con malcelato risentimento, annota subito: «Paolo Mieli ha detto che sono una Cassandra? Sono il primo a dirlo. Già mi stanno dicendo di stare zitto con intimidazioni. Avvertimenti. Insulti. E a farlo è la solita “pattuglia” di certi giornali…». Poi, resosi conto di dover entrare più nel merito della discussione, prova a rilanciare i soliti riscontri tra contagi e misure dell’esecutivo. Mettendo l’accento, more solito, sui possibili danni da riaperture. E propone: «Vorrei considerare la diminuzione della curva un dato positivo, tuttavia la discesa era già attesa. Vediamo la situazione a fine maggio e speriamo che la progressione dei vaccini limiti i danni delle riaperture. Non mi diverto ad avere una visione pessimistica delle cose. Ma è anche vero che se fossimo stati un po’ più pessimisti in passato avremmo salvato molte vite…».

Cacciari lo azzanna e lo mette all’angolo con deduzioni logiche

All’udire quelle parole (ancora una volta) Cacciari fa fatica a rimanere saldo sulla sedia. E prontamente replica: «Non capisco la logica dell’orario: è assurda. Una follia senza senso» ribatte lo studioso. Che però galli prova ostinatamente a difendere, rilanciando: «Se mi fa parlare finisco il discorso. La logica è limitare l’uscita delle persone la sera». La contro-replica di Cacciari non attende i tempi del botta e risposta. Il filosofo sembra un leone in gabbia. e lanciato alla controffensiva, ribatte con la semplice logica: «E allora impedite l’uscita, non la chiusura», alza il tono Cacciari. e per tutta risposta Galli fa la sua l’argomentazione dell’interlocutore che dovrebbe smontare: «Io infatti lo dico da una vita che le persone devono uscire il meno possibile. L’apertura è stata un errore ed è stata troppo anticipata».

La temperatura in studio è alle stelle: le voci si sovrappongono

I toni si alzano. La temperatura dello scontro è alle stelle. Le voci si sovrappongono. Ma il filosofo di Venezia ha la meglio, e riesce a dire: «Dovevamo aumentare le corse per andare al lavoro o a scuola, ma che rischio c’è se in un ristorante vuoto siamo in due con lo spazio giusto o se in un bar vuoto prendo un caffè con un amico?! Non c’è logica! E’ evidente l’irrazionalità delle norme. Io non faccio il virologo, ma ragiono: è un problema di regole. Se sono aperti i cinema e le chiese, non si capisce perché non può stare aperto il ristorante con norme serie e rigorose e con eventuali sanzioni. Se poi riaprono le discoteche allora siamo dei pazzi. Servono norme severe e rigorose per evitare gli assembramenti non per chiudere i locali, ma si deve poter vivere e non rimetterci miliardi e lavoro, ci si ammala anche di frustrazione, depressione, dispiacere, solitudine».

Coprifuoco, il botta e risposta è servito: ma non ci si è capito molto di più…

Galli è spiazzato. La sua tranchant deve riconoscere, come effettivamente il virologo ammette, che «ci sono delle contraddizioni». Un’affermazione che, se da un lato dà ragione alle rivendicazioni del duellante che ha di fronte, dall’altro offre a Galli la possibilità di aggiungere: «Oggettivamente la sera c’è assembramento, non si capisce che il virus cammina sulle gambe delle persone, continuiamo così e facciamo finta di non capire». Ecco, effettivamente quanto appena detto è vero: tra fatti e misfatti. Annunci e smentite. Rivisitazioni sul tema e cambi in corsa. Dibattiti e confronti in tv, da non ci si capisce nulla. O giù di lì...

 

 

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