Conte invoca la riforma della Rai. Mentana: che faccia di bronzo… A Viale Mazzini comanda il M5S

martedì 4 Maggio 11:44 - di Adele Sirocchi
Mentana

Enrico Mentana, tramite Facebook, critica con durezza quei politici che si schierano con Fedez per la censura di una Rai che quegli stesis politici controllano. “La straordinaria faccia di bronzo – scrive Mentana –  dei leader politici che si schierano con Fedez contro la censura di dirigenti Rai che loro stessi hanno scelto e nominato, continuando da allora a oggi a sommergerli, in prima persona o attraverso i portavoce, di segnalazioni e raccomandazioni”.

Mentana attacca i politici che dominano in Rai: facce di bronzo

Il riferimento è chiarissimo: ce l’ha con Enrico Letta e soprattutto con Giuseppe Conte, che sempre su Fb aveva scritto: “Io sto con Fedez. Nessuna censura”. Ma Conte non si è fermato a quel primo sostegno al rapper. Ha anche invocato una riforma Rai che chissà perché da premier non ha pensato di mettere all’ordine del giorno.

Conte ora si ricorda della riforma Rai

Non potranno essere nuovi nomi a salvare la Rai dagli antichi vizi. La nuova Rai deve sorgere su pilastri diversi”, ha scritto Conte su Facebook. Aggiungendo che “questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica”.

Anzaldi: il partito di Beppe Grillo gestisce la Rai

Da notare che tra i like alle affermazioni di Mentana contro i politici con la faccia di bronzo c’è anche quello di Alessandro Di Battista. Un altro politico dalla faccia di bronzo che finge di ignorare che la Rai è controllata dai grillini. “Da 3 anni il partito di Beppe Grillo, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista gestisce la Rai – accusa Michele Anzaldi (Italia Viva) – dopo aver guidato nei 5 anni precedenti anche la commissione parlamentare di Vigilanza Rai, e il risultato è questo”.

Buttafuoco: privatizzare la Rai, questa sarebbe la vera riforma

Lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco lancia intanto la provocazione: “La vicenda Fedez – scrive nella sua Card sul Quotidiano del Sud – a detta dei più è occasione assai ghiotta per Mario Draghi: mette mano alla Rai, nomina nel Cda i suoi “migliori” e così caccia “i partiti” da viale Mazzini. Il fatto vero sarebbe quello di privatizzarla, la Rai, ma questo non succederà. È uno dei tanti Ponti di Messina, questo della Rai. Come la Riforma della Giustizia. Come l’elezione diretta del Capo dello Stato. Come l’abolizione delle Regioni. Cose che – come il Ponte – non si faranno mai. Per lasciare in piedi solo e soltanto il Concertone (su Rai3 manco a dirlo)”.

 

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