Classifica mondiale libertà di stampa: anche i giornalisti di Botswana e Lituania sono più liberi

lunedì 3 Maggio 15:57 - di Valter Delle Donne
libertà stampa

La classifica indipendente di Reporter Senza Frontiere non lascia dubbi. L’Italia è solo al 41mo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa. Decisamente sotto a nazioni che, nel nostro becero immaginario, non sono culle del giornalismo indipendente.

Ma i numeri dell’organizzazione con sede a Parigi, non ci danno scampo. Secondo la tabella di Rsf, del vecchio continente siamo quelli messi peggio. Ci scalza anche Cipro e peggio di noi c’è solo la Grecia.

Travaglio è meno “libero” di un giornalista del Suriname

Insomma, per questa classifica, Gad Lerner è meno libero di un commentatore giamaicano, un direttore di un quotidiano del Burkina Faso è più indipendente e (quindi attendibile) di  Marco Travaglio. E un tg lituano  è più attendibile di quello condotto, ad esempio, da Enrico Mentana. A leggerla in questi termini mette i brividi. Ma i parametri sono questi. E sono sempre gli stessi da oltre vent’anni. Ed è la stessa identica classifica che veniva menzionata fino alla nausea durante gli anni di governo del centrodestra. Correva l’anno 2009, Silvio Berlusconi era a Palazzo Chigi e uscì la classifica. Tutti i quotidiani diedero grande risalto al ranking imbarazzante. Il dem Giorgio Merlo, all’epoca vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, denunciava: “L’Italia in materia di libertà di stampa, è in fondo alla classifica dei paesi più sviluppati”.  Oggi, i dem, che sono al governo, tacciono. Come restano silenti gli esponenti del M5s, che fecero per anni con Beppe Grillo una battaglia cavalcando proprio questa classifica.

La classifica di Rsf, con Berlusconi al governo, era sempre citata

Ma c’è di più. Rsf nel suo rapporto cita (con militanti “neofascisti” e “no-vax”) esplicitamente i “militanti del M5s” tra i nemici della libertà di stampa. Militanti che “con minacce e intimidazioni non consentono ai giornalisti italiani di svolgere il loro lavoro correttamente”. Ecco perché, nel Movimento 5 Stelle nessuno è più interessato alla classifica. Altro dato che balza agli occhi: la classifica ci penalizza anche perché la “pandemia” non ha consentito l’accesso da parte dei reporter italiani, a molti atti pubblici. Una buona “scusa” per mantenere l’embargo su documenti scomodi.

Infine, un dato emblematico: la Svezia è al terzo posto nella classifica mondiale. Dietro solo a Norvegia e Finlandia. Proprio l’ambasciatore svedese in Italia, nell’aprile 2020 aveva attaccato alcuni giornali italiani (Repubblica e Corriere) per l’opera di disinformazione sulle misure anti Covid di Stoccolma.  Alla luce di questa classifica, loro terzi e noi al quarantunesimo posto, qualcuno dovrà chiedere scusa all’ambasciatore svedese.

Leggi la classifica integrale di Rsf

 

Indice mondiale della libertà di stampa 2021

1 Norvegia
2 Finlandia
3 Svezia
4 Danimarca
5 Costa Rica
6 Olanda
7 Giamaica
8 Nuova Zelanda
9 Portogallo
10 Svizzera
11 Belgio
12 Irlanda
13 Germania
14 Canada
15 Estonia
16 Islanda
17 Austria
18 Uruguay
19 Suriname
20 Lussemburgo
21 Samoa
22 Lettonia
23 Liechtenstein
24 Namibia
25 Australia
26 Cipro
27 Capoverde
28 Lituania
29 Spagna
30 Ghana
31 Trinidad e Tobago
32 Sud Africa
33 Regno Unito
34 Francia
35 Slovacchia
36 Slovenia
37 Burkina Faso
38 Botswana
39 Andorra
40 Repubblica Ceca
41 Italia
42 Corea del Sud
43 Taiwan
44 Stati Uniti
45 Caraibi orientali (Oecs)
46 Tonga
47 Papua Nuova Guinea
48 Romania
49 Senegal
50 Repubblica Dominicana

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