Satira, stoccata di Osho a moralizzatori e censori: “Guarda che fine hanno fatto Scanzi e la Gruber”

venerdì 2 Aprile 18:59 - di Ginevra Sorrentino
vignettista Osho su Scanzi e Gruber

Frecciatina del vignettista Osho a Scanzi e Gruber. In un’intervista all’Adnkronos l’autore di satira interviene nel dibattito su ironia e censura, politically correct e querele, moralizzatori e censori del web. E dopo una serie di riflessioni e spiegazioni, conclude: «Guarda che fine hanno fatto Scanzi e Gruber»… Già, perché sono proprio tempi duri per la satira politica declinata al web. Tra querele, censure, e algoritmi a fare da sentinelle virtuali, l’arte dell’ironia tagliente finisce a sua volta sotto la tagliola dei fustigatori. Dei moralizzatori 2.0, pronti a sfoderare la sciabola del politically correct, salvo poi ritrovarsela puntata contro loro stessi. Non a caso, uno dei celebri e seguiti autori satirici, Federico Palmaroli, in arte Osho, in un’intervista all’Adnkronos rileva: «Per chi fa satira politica i social sono ormai diventati un terreno minato. Prima potevi fare una vignetta su un giornale e al massimo rischiavi una querela. Ora per chi fa satira la querela sembra diventato il male minore. Internet è diventato molto pericoloso».

Satira e web, stoccata di Osho a Scanzi e Gruber

Pericoloso e, soprattutto, di difficile gestione. Una cristalleria in cui muoversi con cautela e dove evitare il danno diventa sempre più arduo. E così, all’indomani della notizia della sospensione dell’account del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte di Facebook, si riaccende la polemica sulla censura da parte dei social network. E il vignettista digitale, che si occupa spesso anche di politica, spiega come e perché l’atmosfera che si respira al momento non è certo delle migliori… Una frontiera, quella del web, monitorata in maniera capillare, dove in realtà si posta e accade di tutto. Nonostante viga una ferrea disciplina multimediale. E la regola della delazione/segnalazione, preventiva alla censura e all’oscuramento, domini sovrana su tutte.

Osho su Facebook, tra gruppi di segnalazioni e algoritmi al lavoro

Tanto che, lo stesso Palmaroli, nella chiacchierata con l’Adnkronos, sottolinea: «Per quanto le mie vignette non siano mai irrispettose, ormai ho il terrore che se vado troppo “in là” magari si creino gruppi di segnalazioni. E se sei all’ennesimo contenuto che viene segnalato, rischi una sospensione anche più lunga». «Io addirittura – spiega Osho – cerco di rinominare anche le foto. Perché potrebbe essere uno dei parametri che l’algoritmo va ad individuare». Già, perché una spiegazione tecnica del blocco degli account risiede nel fatto che Facebook «fa lavorare molto più gli algoritmi. Anche per la situazione Covid. Piuttosto che il personale adibito a questi controlli», aggiunge il vignettista. Al quale, come noto, mesi fa avevano bloccato il profilo Facebook per qualche giorno. «Lavorando così», prosegue Palmaroli, molte volte il social di Zuckerberg «sbaglia. Come è stato nel mio caso. C’è un filtraggio minore rispetto a prima, perché quella è una macchina che lavora spesso su segnalazioni».

La furia politically correct e l’incredibile caso di Dumbo…

E allora, una censura dei contenuti basata sui dogmi del politically correct lo preoccupa. E Osho argomenta anche perché. «Credo che ci sia una sorta di morale comune, che è in ossequio al politicamente corretto, che è più artificiale dell’algoritmo. In Commissione Europea – osserva Osho – hanno addirittura stilato un glossario. Con tanto di parole divenute tabù. Così, vedo ogni giorno cose che mi lasciano esterrefatto». Alcuni esempi? «Film che hanno fatto la storia. Cartoni animati della nostra infanzia, tipo Dumbo…Dumbo politicamente scorretto? Sembra un ossimoro: è una delle figure più rassicuranti dell’infanzia», tuona esterrefatto Palmaroli…

Osho su Scanzi e Gruber, moralizzatori e censori: «C’è molta bravura nell’intortare»

In realtà, prosegue il vignettista, c’è «molta bravura nell’intortare. E c’è molta gente che si lascia abbindolare da queste regole. Se tu fai una satira “non delicata” nei confronti di qualche categoria, parte subito l’indignazione». Si sollevano gli scudi. Scatta al crociata… poi però, «per fortuna – conclude il noto autore di satira – negli ultimi tempi abbiamo visto diversi esempi di moralizzatori che diventano moralizzati. Abbiamo visto sgretolarsi diversi pulpiti di cristallo che alcuni si erano costruiti. Penso a Scanzi. Penso alla Gruber, che aveva fatto quella contestazione molto forte alla Boschi per quel bacio senza mascherina… E poi anche lei è stata colta in fallo. Insomma – chiosa Federico Palmaroli – è sempre bene, a meno che non ti possa considerare irreprensibile, fare un passo indietro prima di dare un giudizio». Perché tutti possiamo incorrere nella mannaia della censura e della reprimenda...

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