Palestre, ristoranti, bar: con un paio di semplici regole si potrebbe ripartire al chiuso. Ecco quali

sabato 17 Aprile 9:58 - di Agnese Russo
palestre bar ristoranti

Non solo sfruttare gli ambienti esterni, ma anche utilizzare le mascherine più filtranti e assicurare un adeguato ricambio d’aria per gli spazi chiusi. A illustrare il ruolo della ventilazione per la possibilità di riaprire in sicurezza anche le attività indoor come palestre, bar e ristoranti è stato il professore ordinario di fisica e tecnica dell’Università di Cassino, Giorgio Buonanno. Quello sulla trasmissione aerea del coronavirus, ha ricordato, è «il grande errore commesso» dalle autorità sanitarie italiane e internazionali.

L’importanza di una adeguata areazione

Buonanno, come riportato dal quotidiano La Verità, ha sottolineato che nonostante gli avvertimenti dell’Oms sulla «possibile» trasmissione aerea del Covid, non c’è stato «alcun miglioramento significativo nella protezione nei luoghi pubblici e di lavoro per gli operatori sanitari e altri lavoratori essenziali». Così, negli «ambienti con ventilazione non ottimale», rischiano di accumularsi «gli aerosol infettivi». Servirebbero, dunque, «ventilazione e filtrazione dell’aria» come «misure aggiuntive fondamentali», alle quali si può arrivare o con l’impiantistica o più semplicemente aprendo le finestre. L’accorgimento non basterebbe ad azzerare il rischio, ma insieme all’uso dei vaccini lo potrebbe abbattere. Sul tema, però, hanno segnalato diverse voci della comunità scientifica internazionale, i governi non hanno posto l’attenzione che avrebbe meritato. In compenso, nel privato, molti imprenditori si sono adeguati.

L’uso delle mascherine Ffpp2

Sempre per quanto riguarda gli spazi chiusi, una prescrizione che potrebbe agevolarne il ritorno alla vita è quella di utilizzare dispositivi di sicurezza più filtranti. Insomma, le mascherine Ffpp2 invece delle chirurgiche. Magari rendendole obbligatori. L’articolo de La Verità su ciò che si potrebbe fare per ampliare la platea delle riaperture ricorda che, indossarle correttamente, significa usufruire di una potere filtrante pari al 90% a fronte del 20% delle chirurgiche. «Già dall’inizio dell’anno, l’Austria ha introdotto l’obbligo di indossare le Ffp2 sui mezzi pubblici e all’interno dei negozi», ricorda quindi il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, sottolineando che anche in Slovacchia, Repubblica Ceca, Baviera e a Berlino si procede in questa direzione, con un intervento dei governi per alleggerire i cittadini dal costo superiore che comportano.

Palestre, bar, ristoranti: non solo all’aperto

Infine, il tema dell’utilizzo degli spazi all’aperto, dove il rischio contagio è molto ridotto. Sulla questione esistono ormai diversi studi scientifici, come ricordato di recente da esponenti della comunità scientifica italiana. Da Antonella Viola a Roberto Burioni, fino a Francesco Vaia, in tanti, in queste settimane sono andati in pressing sul governo per chiedere che si tenesse conto della scienza e si consentisse la ripartenza almeno delle attività all’aperto, cene al ristorante comprese. Una moral suasion che alla fine di inutili divieti di attività all’aperto ha fatto presa, ma che non è riuscita comunque a scardinare il totem del coprifuoco.

 

 

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