Open Arms, Salvini rinviato a giudizio: «Vado a processo a testa alta, anche a nome vostro»

17 Apr 2021 15:32 - di Giorgia Castelli
Salvini

Salvini va a processo per la vicenda Open Arms. Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli ha rinviato a giudizio l’ex ministro dell’Interno per sequestro di persone e rifiuto di atti di ufficio. La decisione del gup è arrivata dopo l’udienza preliminare nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

«Non ci sono gli elementi per il non luogo a procedere di Matteo Salvini», eco perché il gup ha rinviato a giudizio Salvini per sequestro di persona. L’udienza preliminare non deve valutare se sussiste o meno la responsabilità penale dell’imputato, ma se ci sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio e non ci sono elementi per decidere un proscioglimento. Queste le motivazioni del rinvio a giudizio.

Salvini, il gup accoglie la richiesta dei pm

Il giudice ha accolto la richiesta della Procura di Palermo. La prima udienza sarà il 15 settembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Palermo. «”La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, in un messaggio sui propri profili social.

Salvini, parla la difesa

Oggi è stata la volta della difesa, a prendere la parola prima della decisione del gup l’avvocato Giulia Bongiorno. «La difesa della patria e delle sue leggi non limita i diritti delle Ong. Ma solo le scelte contro le regole. Né legge né diritto internazionali prevedono il rifiuto del pos perché sgradito», aveva affermato al termine dell’arringa l’avvocato e legale di Salvini. «Le Ong – aveva spiegato – vogliono venire in Italia anziché in Spagna e qui possono addirittura costituirsi parte civile». Bongiorno si era appellata quindi al giudice: «Non consenta alle sentenze di prendere il posto dei voti» aveva detto concludendo il suo intervento, durato circa tre ore. Poi il verdetto. (GUARDA IL VIDEO del GdS).

La solidarietà di Giorgia Meloni

Subito dopo è arrivata la solidarietà di Giorgia Meloni. «Totale solidarietà mia e di Fratelli d’Italia al leader della Lega Matteo Salvini, rinviato a giudizio nel caso Open Arms. È scioccante che venga mandato a processo chi da Ministro dell’Interno ha fatto solo quello che il suo mandato gli imponeva di fare. Difendere i confini della Nazione e combattere l’immigrazione clandestina di massa. A Matteo il mio abbraccio sincero».

Le tappe della vicenda

La vicenda della Open Arms ha inizio nell’agosto del 2019. Ecco le tappe principali, con la cronaca di quei giorni.

1 agosto 2019 – al largo della Libia, la Open Arms, nave di una Ong spagnola, mette in salvo, in due operazioni distinte, 124 persone. Il 2 agosto è richiesto un Pos, porto di sbarco all’Italia, ma nello stesso giorno alla nave è applicato il decreto sicurezza bis, che impone il divieto di entrare in acque italiane. Dopo il trasferimento, per motivi medici di due persone e di un loro familiare, a bordo rimangono 121 persone: tra loro 32 minori.

9 agosto – i legali di Open Arms, dopo aver depositato un ricorso presso il tribunale per i minori di Palermo in cui si chiede di sbarcare le persone, presentano una denuncia per verificare se con il blocco delle persone a bordo non si stia compiendo un reato.

10 agosto – viene effettuato un terzo salvataggio di altre 39 persone, mentre continuano i trasferimenti a causa delle condizioni di salute delle persone.

12 agosto – il tribunale dei minori di Palermo riconosce che si starebbe configurando un reato di respingimento alla frontiera e di espulsione di minori, e chiede spiegazioni al governo.

13 agosto – Open Arms presenta ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Lazio contro il decreto sicurezza bis, emanato dal ministero dell’interno, Matteo Salvini e co-firmato dai ministri dei trasporti e della difesa. i pentastellati Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta.

14 agosto – il Tar del Lazio dice sì al ricorso presentato dall’Ong spagnola. Viene sospeso il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane, la Open Arms punta verso l’Italia, non riceve l’indicazione di un porto di sbarco.

16 agosto – viene presentato un nuovo esposto alla procura di Agrigento per omissione di atti d’ufficio e altri reati. A bordo della nave c’è tensione, alcuni migranti sono trasferiti per le cattive condizioni fisiche, altri si gettano in acqua per protesta.

20 agosto – Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio sale a bordo della Open Arms e decide di ordinare lo sbarco e il sequestro preventivo d’urgenza della nave, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. La nave attracca a Lampedusa con 83 persone a bordo.

L’indagine della Procura

A novembre nei confronti di Salvini scatta l’indagine della Procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio. Nel febbraio del 2020 il tribunale dei ministri chiede al Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Scatta l’iter al Senato: a maggio la Giunta per le immunità respinge la richiesta, l’Aula di Palazzo Madama l’approva invece il 30 luglio. Iniziano le udienze preliminari a Palermo, il Gup, alla quarta emette oggi il suo verdetto.

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