Napoli, rimosso l’altarino del baby boss Emanuele Sibillo che comandava i bambini camorristi

mercoledì 28 Aprile 11:25 - di Leo Malaspina

E’ stato rimosso dalle forze dell’ordine, tra le proteste dei familiari, l’altarino dedicato ad Emanuele Sibillo, il capo della cosiddetta “paranza dei bambini”, gruppo di fuoco attivo nel centro storico di Napoli nei primi anni ’10, ucciso il 2 luglio 2015 in via Oronzio Costa.

La figura di Sibillo, conosciuto anche con la sigla “ES17”, su cui fu realizzato anche un documentario, era diventata negli anni una sorta di “culto” per i giovani affiliati al clan attivo nel centro storico al quale è stato inferto un duro colpo con i 21 arresti eseguiti questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, nell’ambito di indagini della Direzione distrettuale antimafia. Contestualmente, così come sta avvenendo da alcuni mesi a Napoli e provincia con altarini e murales dedicati a persone o eventi riferibili alla criminalità organizzata, è stata disposta la rimozione dell’altarino dedicato a Emanuele Sibillo, una struttura alta più di 2 metri realizzata all’ingresso del palazzo dove vive gran parte della famiglia, in vico Santi Filippo e Giacomo.

All’interno erano custodite le ceneri di Emanuele Sibillo ed erano esposti un’immagine della Madonna e un busto raffigurante il volto di ES17. L’azione dei Carabinieri, supportati dai Vigili del Fuoco, è stata ostacolata dall’intervento di alcuni familiari del giovane che hanno cercato di impedire la rimozione dell’altarino, sostenendo che l’area, appena all’interno del cortile del palazzo, fosse proprietà privata. L’urna con le ceneri è stata riconsegnata alla famiglia.

Emanuele Sibilio, il boss ragazzino simbolo della camorra

L’altarino dedicato al capo della “paranza dei bambini” Emanuele Sibillo è stato rimosso in esecuzione di un provvedimento di sequestro disposto nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto di 21 esponenti del clan Sibillo.

Si tratta quindi di un provvedimento penale e non di un provvedimento amministrativo come quelli rientranti nel programma di interventi di rimozione di murales e altarini dedicati a fatti o persone riconducibili alla criminalità organizzata stilato di recente dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’area metropolitana di Napoli.

L’altarino dedicato a Sibillo, a differenza degli altri altarini o murales rimossi o coperti nell’ultimo mese e mezzo, non era stato realizzato sulla pubblica via ma all’interno del cortile di un palazzo in vico Santi Filippo e Giacomo, nel centro storico di Napoli.

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