L’orrore nel racconto della mamma della 12enne disabile pestata dalle bulle: “Poteva morire”

sabato 24 Aprile 16:02 - di Greta Paolucci
12enne disabile pestata dalle bulle

L’orrore e il dolore traboccano nel racconto della mamma della 12enne disabile pestata dalle bulle. Un pestaggio e un’aggressività brutali, quelle inferte alla ragazzina disabile appena 12enne, che la madre della piccola ricostruisce in un’intervista al Messaggero senza insistere su particolari macabri, ma che sconcerta proprio per la portata di dolore che esprime con grande compostezza e massimo equilibrio narrativo. Una misura che, però, si intuisce sin dalle prime battute della conversazione giornalistica, non prescinde dallo sgomento e dallo choc che l’evento ha comportato sulla figlia e sui suoi cari. A partire dalla madre appunto…

12enne disabile pestata dalle bulle: il racconto dell’orrore dalla mamma della vittima

«Mia figlia, disabile di 12 anni, è stata malmenata da tre bulle per qualche like su Instagram. Quando il branco la picchiava altri ragazzini euforici riprendevano la scena e trasmettevano tutto in diretta social. Questa è la più amara delle verità». Già: la verità. La più drammatica delle testimonianza dell’orrore subito da questa ragazza in erba, aggredita e ferita nelle sue fragilità. Una giovane che ha dovuto fare appello a tutte le sue forze e a quelle residue capacità di reagire di fronte alla spietatezza di coetanei per i quali, come dichiara oggi anche la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, «non esistono giustificazioni né attenuanti». Sì, perché come riporta il sito del quotidiano, Tra le prime a chiamare la donna due ministre sensibili a queste tematiche: la titolare del dicastero per le Disabilità, Erika Stefani e la collega di forza Italia… A testimonianza di una solidarietà ai più alti livelli e delle più calde, arrivate alla mamma della 12enne aggredita e offesa.

Le indagini proseguono: il fascicolo arriva al tribunale dei minori

Intanto, a a distanza di tre settimane dal brutale pestaggio, la ragazza porta addosso e nella mente le ferite di quanto ingiustamente subìto. Le indagini, nel frattempo, proseguono, con il fascicolo della 12enne bullizzata arrivato sulla scrivania del tribunale dei minori. Rispetto al quale, fa sapere sempre il Messaggero, «i carabinieri della compagnia di Montesacro hanno depositato ieri una dettagliata informativa in cui viene descritto, in modo minuzioso, ciò che è accaduto il due aprile in un parco a Roma nord», indicato con il reato di lesioni aggravate in concorso. Un caso, riguardo al quale, i militari hanno già identificato le tre responsabili dell’aggressione.

12enne disabile pestata dalle bulle: quegli istanti terribili nella telefonata alla mamma

Ed è a questo punto della ricostruzione e dell’aggiornamento sui fatti, che comincia il drammatico racconto della mamma della piccola di quel 2 aprile. Quando, ricorda la donna, «alle 17 e 17 minuti mia figlia mi telefona e mi dice “mamma mi vieni a prendere?” Esco di casa in auto e mi dirigo verso il parco. Durante il tragitto Paola (un nome di fantasia ndr) mi richiama nuovamente: “Sbrigati” e poi chiude la conversazione. Capisco che qualcosa non sta andando per il verso giusto». Immaginiamo allora l’ansia della mamma. Lo spavento. I mille pensieri che affollano la mente di questa donna che, non a caso, nell’intervista rivela: «C’era traffico, ero spaventatissima. In realtà saranno passati pochi minuti ma mi sembrava di non arrivare mai».

Il terribile timore della madre: «Mia figlia sarebbe perfino potuta morire»

Il resto del racconto vira sull’amore di una madre che accudisce la sua piccola. La guarda negli occhi. Si sfila la felpa che indossa per metterla alla figlia. Come per riscaldarla dal freddo dell’orrore e coprire lo scempio subito con un gesto di amore e solidarietà. «Era quasi nuda nel busto. Gliel’ho infilata piano – spiega la donna al suo intervistatore –. Per un attimo ho avuto paura a mettergliela, conosco bene le sue fragilità. So quali sono i suoi punti deboli e speravo che non l’avessero colpita in certe parti. Mia figlia sarebbe perfino potuta morire». Poi, la corsa in ospedale e quel telefonino della 12enne che non smette di squillare: aggiungendo orrore all’orrore. « Il video del pestaggio era andato in diretta sui social – spiega la donna –. Qualcuno le telefona perché vuole sincerarsi della sua situazione. Molti altri no, vogliono sapere dettagli solo per continuare a spettegolare. Il punto è che Paola non ricordava nulla. Quindi ero ancora più spaventata».

12enne disabile picchiata dalle bulle: la corsa in ospedale, la prognosi dei medici

Paola ha avuto un blackout della memoria. Forse una forma estrema di difesa attivata dal suo inconscio per arginare l’orrore che potrebbe dilagare al ricordo dell’aggressione, anche di uno solo dei gesti subiti. Tanto che, spiega ancora la madre della vittima: «Oggi fa fatica a ricordare quello che è accaduto dal momento del pestaggio sino all’arrivo in ospedale». Da quel nosocomio Paola uscirà con una prognosi di 37 giorni, che saranno intervallati da successive visite e ulteriori controlli in itinere. Per il resto, le risposte a quanto accaduto sarà la magistratura a darle, la procura, i carabinieri. Perché quanto sottolineato dalla mamma della 12enne deve avere una risposta e un giusto epilogo.

«Mia figlia picchiata per qualche like sui social»

Perché Paola è stata malmenata da ragazze che neppure conosceva? «Con loro, ricorda la mamma, «aveva delle amicizie in comune. Questo sì. Per quello che ho potuto capire si è trattato di una esibizione di forza ostentata via social. Hanno fatto la diretta su Instagram mentre la picchiavano. Decine di ragazzi, si vede dal video, hanno il cellulare in mano e riprendono. Infine poche ore dopo il pestaggio una delle bulle si vanta con le amiche sempre sullo stesso social». Un orrore che il web amplifica e che nemmeno il tempo potrà cancellare...

 

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