Le interviste di Ezra Pound rilasciate in Italia per la prima volta raccolte in un volume

mercoledì 7 Aprile 17:49 - di Redazione

Ezra Pound rivive attraverso decine di interviste rilasciate dal poeta dei Cantos. Che si scagliò a caro prezzo contro l’usura. Per la prima volta le sue conversazioni vengono raccolte in un volume dal titolo “È inutile che io parli. Interviste e incontri italiani 1925-1972″(pagine 244, euro 20). Pubblicato da De Piante Editore a cura di Luca Gallesi. Giornalista e docente di lingua e letteratura inglese. Curatore e traduttore di molte opere di e su Ezra Pound.

Le interviste di Ezra Pound per la prima volta in un volume

Vi si trovano la Rapallo cosmopolita e letteraria tra le due guerre, i rapporti con il fascismo, l’instancabile lavoro ai “Cantos”. Gli amici scrittori e filosofi, il pensiero economico, la sua amatissima Italia, la vecchiaia, la poesia. Nel volume, infatti, sono raccolte le principali interviste rilasciate dallo scrittore statunitense, apparse sulla stampa italiana dagli anni Venti agli anni Settanta del Novecento.

Un ritratto inedito dell’autore dei Cantos

La rilettura di questi testi, come osserva l’Adnkronos, “offrono al lettore un ritratto del tutto inedito del grande poeta americano. Non offuscato dalle polemiche del secondo dopoguerra, legate al suo infatuamento per Benito Mussolini. Nelle interviste ci sono giudizi, ricordi e riflessioni fulminanti di un Pound lucido, determinato. Consapevole della realtà e soprattutto intenzionato a migliorarla con il suo infaticabile impegno letterario”.

Internato per 13 anni in un ospedale psichiatrico

Pound trascorse molta parte della sua vita in Italia, soprattutto a Rapallo. Prima rinchiuso in una gabbia a Pisa, poi arrestato nel 1945 dall’Fbi con l’accusa di collaborazionismo con il fascismo. Fu internato per 13 anni nell’ospedale psichiatrico criminale “St. Elizabeths” a Washington. L’establishment finanziario lo accusò di pazzia perché indicò nelle manipolazioni monetarie il problema del secolo. Fu liberato nel 1958 e tornò in Italia, dove morì nel 1972 (è sepolto a Venezia, al cimitero monumentale sull’isola di San Michele).

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