La ripresa economica ci sarà: ecco come vinceremo la guerra contro il virus

27 Apr 2021 16:11 - di Antonio Saccà

La ripresa avverrà. Impellentissime le forze del grande capitale, del piccolo capitale perchè non vi sia ripresa. Stabilita una qualche reale o fittizia tutela della salute, quando le vaccinazioni perverranno a sostanziosi numeri tali da supporre una garanzia per i cittadini dei vari paesi, in forme disuguali, certo, tutto o quasi tutto tornerà a operare, e tutti o quasi tutti opereranno.

Gradualmente, senza abbassare la guardia, come si ripete. Intanto sono accadute, accadono, accadranno vaste modificazioni nei sistemi produttivi e i poteri economici(finanziari, mercificanti,, commerciali) hanno stabilito un dominio maggiore che nel passato, inoltre le nuove tecnologie si sono infiltrate con l’occasione della pandemia.Fossimo sospettosi, riterremmo la pandemia suscitata a proposito per dare luogo alla diffusione informatica in vari settori(Smart Economy, vendita online, burocrazia , impieghi informatizzati,  anche l’ insegnamento, robotizzazione- i robot non si ammalano).

Ecco talune acquisizioni evolutive, e non si torna indietro. Questa modificazione causerà un effetto sconvolgente in specie sull’occupazione. L’opinione che susciteremo nuovi lavori(economia verde, ambiente, cura dei bisogni sociali), è un’ipotesi. Può darsi che il capitalismo il quale in ciascuna sua crisi evolutiva ha dilatato anche la sfera dell’occupazione inventando nuovi territori di lavoro (per dire;le automobili sostituirono i cavalli, e chi era addetto ai cavalli rimase a mani libere, però le automobili diedero lavoro a moltissimi) anche in questa occasione amplierà il lavoro con altri lavori sostituendo quelli perduti.

Ma c’è una novità essenziale. Stavolta le macchine fanno lavorare macchine, automazione, intelligenza artificiale, maggiore produttività richiedono minimo contributo umano. I lavoratori dovrebbero capirlo, e lottare per farsi imprenditori, autoccupandosi e regolare salari, orari, profitti per mantenere l’impresa. O almeno volere la riduzione dell’orario. Non lottano né per l’uno né per l’altro fine ma per scopi vecchi; cassa integrazione, cassa integrazine, cassa integrazione. Sbagliano, devono farsi imprenditori o esigere la riduzione dell’orario data la maggiore produttività. Oppure, sarebbe e sarà lo scontro finale, imporre, lottare per imporre che la produzione enorme che avverrà con le nuove tecnologie sia distribuita socialmente ossia anche a chi non trova lavoro.

Sono questioni esiziali, ne va di mezzo la convivenza, se diventa un sistema di pochi prepotenti che dominano o se i mezzi tecnici portentosi stanno a vantaggio dell’insieme sociale. Al presente il capitalismo si è riscatenato. E quando il capitalismo si scatena se fa macerie, pure edifica. L’uomo che ha possibilità di intraprendere suscita  una forza simile al vento, al fuoco. L’imprenditrialità è l’essenza dell’uomo attivo. C’è l’imprenditore della parola, il poeta, il narratore; l’imprenditore della musica, il compositore; c’è l’imprenditore della moda, delle costruzioni…Non  sempre i sistemi sociali consentono l’attuazione della imprenditorialità, anzi: vi è il timore della disuguaglianza, che si imponga il più abile.Ma una società che frena l’iniziativa, nel tempo decade o esplode. Lo scontro delle forze vitali con gli inciampi giunge alla resa dei conti.I sistemi comunisti sono esplosi per tale conflitto o si sono modificati, come in Cina, per tale conflitto.

Anche nei paesi capitalisti esiste conflitto. Non tutti cosentono lo sfrenamento dell’iniziativa. Ma siamo al bivio, se non vi è una ripresa del capitalismo imprenditoriale o vi sono alternative assistenziali, di stalismo clientelare, di partitizzazione dell’economia, crolliamo. Il capitalismo, i capitalisti hanno compreso che al momento alternative non ne esistono, piuttosto fraselogia di legalità, anticorruzione , soccorso, eccellenti disposizioni, ma se non c’è imprenditorialità efficiente siamo alle intenzioni. Sicchè il capitalismo si è movimentato, morbo o non morbo, oltre che negli Stati Uniti, antesignano in tal senso, perfino in Italia, dico persino giacchè tra burocrazia e legalismo il nostro Paese, animoso di iniziative, rischiava, rischia la svendita. Dunque, cambio dei parametri, non una economia tirchia, risparmiosa, ma debito a palate con la certezza di una ripianatura del debito se l’economia si riefficienza. E’ l’ultima trovata del capitalismo che contraddice il metodo del recente passato, la severità della spesa.

E’ il cosi detto “debito buono”, che salvando le imprese concedendo largizioni suppone un futuro in cui le imprese salvate restituiranno con l’occupazione e la tassazione quanto ricevuto.Di questa economia “statunitense” il nostro Presidente del Consglio è il corifeo in Europa. E non solo debito buono ma anche grandi opere, e non solo grandi opere ma grandi opere con dei commissari che accantonano le burocrazie, e non solo grandi opere con dei commissari ma grandi opere nazionali, dal Nord al Sud, infrastrutture, porti, ferrovie, e finanche si ritiene che la digitalizzazione, l’economia verde saranno motori dell’economia . Si affermano date di riapertura prossime. C’è l’incognita  del Virus, sembra che oltre le vaccinazioni, tamponi, mascherine, distanziamento riavranno positivo impiego.

Si riapre, si riparte, Possiamo cogliere gli aspetti drammatici del cambiamento nei sistemi produttivi, ma al presente non c’è altra evenienza che una ripresa dinamica del sistema produttivo, paralizzarlo senza una realizzabile alternatva è la morte sociale. Saranno tempi problematici ma che almeno siano operosi. Ossia: che non si lesini su restrizioni assurde. L’idea di chiudere tutto in attesa che si concludano le vaccinazione è un omicidio verso le imprese. Ma è anche omicida una apertura burocratizzata in eccesso. Insomma, meglio il rischio di fare che il terrore di osare.

Nessuna irresponsabilità, ma se ci sono regole e si ritengono efficienti, farle rispettare, e operare. Aspettare la vaccinazione totale significa deprimere e fallire. Ma anche una apertura dominata da un’eccessiva burocrazia potrebbe non essere una apertura. Ed una maggiore coerenza dell’odierna: se vogliamo la salute mettere in uso anche rimedi non vaccinali come gli anticorpi monoclonali o gli antinfiammatori, informare dei sintomi, intervenire prima possibile, quando la malattia è curabilissima; non chiudere i negozi ed aprire i supermercati, assurdo; non coprifuoco; autobus, metro colmi e teatri impediti, e musei, che ragione sussiste? Mascherine, sempre obbligatorie? Vaccini non “occidentali”, possiamo provarne  l’impiego?Ma come , abbiamo acquistato mascherine, respiratori cinesi malefici e siamo tanto schifiltosi con il vaccino russo! E i vaccini occidentali: quanto tempo ci tutelano?Quante varianti comprendono? E’ realistico che occorrerà ripeterli annualmente? Occorrono personalità carismatiche che alzano l’energia di un popolo. Le guerre si vincono con la scienza, con la imprenditorialità, ma sopra tutto con la volontà di rischiare, osare, vivere, vincere.

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