Johnson&Johnson come Astrazeneca? Fda nega il nesso: nessun legame tra vaccino e trombosi

sabato 10 Aprile 10:19 - di Lara Rastellino
Vaccino Johnson&Johnson e trombosi

Ci risiamo. Ora i dubbi dell’Ema investono Johnson&Johnson: le 4 trombosi rare registrate dopo il vaccino sollevano perplessità anche sulle fiale del siero anti-Covid americano. E così scatta l’indagine dell’ente regolatorio Ue, che in una nota annuncia l’avvio di una revisione dei parametri di sicurezza relativi al prodotto. Di più, Sempre nella stessa informativa, l’Ema fa sapere che dopo questa iniezione-scudo sono stati segnalati, secondo i dati aggiornati riportati oggi nella nota, «4 casi gravi di coaguli di sangue insoliti associati a livelli di piastrine basse». Ossia, le stesse rare forme di trombosi che medici e scienziati hanno osservato anche dopo la vaccinazione con AstraZeneca. Eppure, solo recentemente gli studi sul siero anti Covid della J&J (Johnson & Johnson) hanno riconosciuto di scatenare anticorpi neutralizzanti nel 100% dei casi tra i 18 e i 55 anni. Lo dice la sperimentazione fin qui conseguita, motivando l’ottimismo degli addetti ai lavori. Che oggi la Fda conferma.

Vaccino Johnson&Johnson e trombosi: 4 casi di gravi coaguli nel sangue dopo l’iniezione

Dunque, casistica e report riportano la notizia di eventi tromboembolici rari post vaccinazione, segnalati anche per il vaccino anti-Covid di Janssen (Johnson & Johnson). E il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia europea del farmaco Ema li sta studiando. Così, come riferisce l’ente regolatorio Ue, in una nota, gli esperti hanno avviato una revisione del segnale di sicurezza relativo al vaccino J&J. Un’indagine approfondita anche su questa iniezione-scudo che si è rivelata necessaria dopo le segnalazioni, secondo i dati aggiornati riportati oggi nella nota, di «4 casi gravi di coaguli di sangue insoliti associati a livelli di piastrine basse». Ossia, di rare forme di trombosi che i casi hanno rilevato anche dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Vaccino Johnson&Johnson e trombosi: la Fda smentisce il nesso tra vaccino e coaguli

Dunque, il vaccino Janssen, riferisce l’Adnkronos, finisce sotto il microscopio dell’Ema per «un caso si è verificato durante un trial clinico. Altri 3 casi durante il lancio del vaccino negli Stati Uniti. Uno di questi è stato fatale». Eppure proprio in queste ore la Food and Drug Administration smentisce dubbi e sospetti. E dichiara di non aver trovato «una relazione causale» tra la vaccinazione con il siero Johnson&Johnson e i casi di trombosi. Tanto che, in una nota, l’ente regolatore statunitense dichiara che la «Fda è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue – a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue – dopo la somministrazione di J&J». E ha sottolineato «che queste condizioni possono avere molte cause diverse». Precisando comunque che continuerà a investigare. Il vaccino J&J è attualmente utilizzato solo negli Stati Uniti, con un’autorizzazione all’uso di emergenza. Autorizzato in Ue l’11 marzo, il lancio del prodotto non è ancora iniziato in nessuno Stato dell’Unione, ma è previsto nelle prossime settimane.

La replica e le valutazioni di J&J: nessun nesso causale

«Siamo al corrente del fatto che tutti i vaccini contro il Covid-19 hanno registrato eventi tromboembolici, inclusi quelli con trombocitopenia. Il nostro attento monitoraggio – spiega Johnson&Johnson – sugli effetti collaterali ha rivelato un numero limitato di eventi molto rari in seguito alla vaccinazione. Al momento non è stata stabilita una chiara relazione causale tra questi eventi rari e il vaccino di Janssen (gruppo Johnson & Johnson, ndr) contro il Covid-19», precisa J&J. «La sicurezza e il benessere delle persone che utilizzano i nostri prodotti sono la nostra massima priorità – sottolinea l’azienda in una nota –. Condividiamo tutte le segnalazioni di eventi avversi sulle persone che hanno ricevuto il nostro vaccino contro il Covid-19. Insieme alla nostra valutazione su queste segnalazioni, con le autorità sanitarie nel rispetto degli standard normativi».

 

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