“Grazia per Ambrogio Crespi”. Aderisce anche il Capitano Ultimo: “Lo conosco, so che è una brava persona”

venerdì 23 Aprile 11:29 - di Luisa Perri
grazia ambrogio crespi

“Il caso Crespi è un caso che parla da solo. Anche la stessa procura generale aveva chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello. Dal mio punto di vista è un dovere civico”. A dirlo all’AdnKronos è il colonello Sergio De Caprio, alias ‘Capitano Ultimo’, che con la sua associazione di volontariato ha aderito alla richiesta di ‘grazia’ per Ambrogio Crespi, condannato con l’accusa di aver procurato voti a Domenico Zambetti, assessore della Giunta Formigoni, per le regionali del 2010, servendosi di conoscenze in ambienti della ‘ndrangheta.

Capitano Ultimo confida nel presidente Mattarella

“Sono, dunque, completamente d’accordo con le valutazioni del procuratore generale”, spiega il Capitano Ultimo, “io conosco Ambrogio Crespi, e so che è una brava persona, ma questo è un fatto personale che non rileva, ma, ribadisco, letto ciò che è uscito sulla richiesta del procuratore generale, posso affermare di essere completamente d’accordo”. Infine, il Capitano Ultimo chiosa: “Vista la situazione non rimane altro che chiedere la grazia. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha bisogno di consigli da parte del Capitano Ultimo, perché sa benissimo da quale parte stare, cioè degli inermi, degli indifesi e degli umili. E lo farà”.

Grazia per Ambrogio Crespi, l’iniziativa di Nessuno tocchi Caino

“Ciao a tutti, eccomi qua a scrivervi dal carcere”. Comincia così la lettera che Ambrogio Crespi ha scritto l’8 aprile al “comitato Ambrogio Crespi” di Nessuno tocchi Caino. Una lettera intitolata “Il viaggio della speranza” che Crespi ha scritto dal carcere di Opera.

“Voglio ringraziarvi tutti per quello che state facendo – scrive Crespi -, sento la vostra forza che sfonda queste sbarre. Io sto bene anche se ho passato i primi 30 giorni non proprio benissimo…un viaggio molto difficile…la condanna, l’ingresso in carcere, il covid, il trasferimento a San Vittore, poi l’ospedale, poi il rientro ad Opera…insomma, non mi è mancato nulla. Però sapere di non essere solo è qualcosa di magico. Quando avete fatto la maratona oratoria per me, non sono riuscito a sentirvi tutti e questo mi è dispiaciuto tanto, perché Radio Radicale ha fatto due collegamenti con la vostra diretta. Però sentire le vostre voci ha fatto sì che si spezzassero queste sbarre…siete entrati con forza dentro la mia anima e vi confesso che il mio cuore batteva fortissimo, non sono riuscito a non commuovermi…ho avuto la sensazione di essere libero, perché le vostre parole sono stati macigni di energia positiva”.

 

 

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